EDITORIALE



PRESENTAZIONE
di Michele Ridi


Bene, si inizia. E' Fabula Review anno uno numero uno. Non e` facile cominciare un discorso che dovrebbe chiarire quelli che sono gli intenti di questa rivista telematica; innanzitutto il fatto stesso di essere una rivista telematica rende particolare il carattere di questo prodotto editoriale, il fatto poi che Fabula Review si voglia occupare, almeno nelle intenzioni, delle diverse sfaccettature di quello che si suole chiamare cultura, beh, ammettetelo, non e` poi una cosa tanto usuale.
Come potrebbe reagire il mondo della telematica ad un progetto come quello di Fabula Review? Esiste gia` qualcosa di simile? Queste domande io e chi ha collaborato alla stesura di questo primo numero ce le siamo poste molto piu` di una volta, il guaio e` che non abbiamo mai saputo rispondere con sicurezza. Quindi, come potete immaginare, lo spirito che anima chi vi scrive non e` quello dell'uomo che sa esattamente cio` che fa e non ha nessun dubbio sul risultato del proprio lavoro.
Ma, e in questi casi c'e` sempre un ma, nonostante dubbi e incertezze, la rivista piano piano ha preso forma, ha cominciato ad essere viva, dapprima solo nella testa di chi l'aveva pensata, poi nel mio HD ed infine, mi auguro, nel vostro.
Gia`, Fabula Review vive. Vive una vita frammentata, fatta di una lunga serie di 0 e di 1 che scritti tutti in una volta come per magia si trasformano in cio` che state leggendo. Io saro` forse un ingenuo, ma ancora mi sorprende questa "metamorfosi dei numeri", mi sembra quasi che Pitagora alla fine avesse ragione: chissa` come sarebbe stato contento di vedere che i numeri possono diventare pensieri e viceversa, lui che sosteneva che l'universo intero fosse governato dal numero.
Ma vi siete mai chiesti cosa penserebbe Pitagora, o qualsiasi altro "scienziato" del mondo antico, della nostra cultura occidentale? Io ci ho pensato e sono anche arrivato ad una conclusione: rimarrebbe completamente spiazzato e deluso dal carattere settoriale del sapere del '900. Pensate infatti a cosa era la scienza al tempo di Pitagora, e` facile cadere nella tentazione di vedere nella figura del matematico siracusano soltanto l'archetipo del matematico contemporaneo, votato allo studio di equazioni e variabili; ma Pitagora prima ancora di essere un matematico era un filosofo, ed era un filosofo in un tempo in cui la filosofia comprendeva tutte le branche del sapere, scienza compresa. I numeri di Pitagora governavano l'universo non come equazioni gravitazionali o calcoli delle orbite planetarie, non si trattava di una preconizzazione delle leggi della fisica che conosciamo, avevano un carattere mistico, magico, erano addirittura venerati come divinita`. In altre parole la scienza di Pitagora non ha niente o quasi niente a che fare con quella contemporanea, la sua comprendeva in se' tutte le discipline allora conosciute, era cultura nel senso piu` ampio del termine; la nostra non fa un passo al di la` dei ristretti limiti che essa stessa si e` imposta con l'enfatizzazione del proprio carattere razionalistico.
Nell'ultimo secolo, con l'affermarsi del positivismo, la visione "pitagorica" della cultura ha semplicemente cessato di essere. La scienza intesa sempre in termini sperimentali, e` diventata l'unica porta di accesso alla Verita`, la validita` prima della Verita`.
Ora, non voglio spingermi a dire che questa piccola rivista telematica possa qualcosa contro una "visione del mondo" come quella scientifico-settoriale, ma, per quanto mi riguarda, vorrei almeno provare a "costruire" qualcosa che vada nella direzione opposta rispetto al continuo specializzarsi del mondo culturale. Tra queste pagine appariranno articoli riguardanti diversi aspetti di quello che secondo me e` un unico grande campo: la cultura. Potrete dunque trovare recensioni di libri di narrativa accanto ad articoli sulla saggistica, monografie su registi cinematografici accanto a rubriche musicali, approfondimenti su temi di attualita` (culturale naturalmente) vicino a recensioni di testi teatrali, insomma, cercheremo di dare alla rivista un carattere aperto nel senso pieno del termine. Io non so se riusciremo a realizzare, anche solo in parte, le nostre intenzioni, certo e` che i nostri sono progetti molto ambiziosi, forse anche troppo per i mezzi che abbiamo.
Dopo avervi ammorbato con queste questioni di carattere generale, non mi resta che descrivere un po' piu` accuratamente la struttura della rivista. Il nucleo di Fabula Review e` la letteratura, alla quale e` dedicata la parte centrale della rivista. Bisogna pero` che qui mi fermi un momento a chiarire il perche' di questa scelta: il progetto di questa rivista nasce all'interno di una BBS letteraria, per l'appunto Fabula BBS, uno spazio telematico dedicato all'ambito culturale; era dunque naturale che noi, in quanto "figli" di tale madre, dessimo particolare rilievo all'arte del leggere e dello scrivere. E infatti alla letteratura sono dedicate le pagine "Narrativa", "Inediti" e "Classici", nonche' in questo numero la rubrica "I miei libri piu` brutti". Mi sembra doveroso soprattutto spiegare che cosa intendiamo pubblicare nella sezione "Inediti", anche perche' spero proprio vi possa interessare. Se avete scritto qualcosa, un racconto, un romanzo, poesie, e` possibile inviare il vostro parto a Fabula BBS che raccoglie i testi degli autori-utenti in un archivio visibile a tutti. Bene, noi della rivista attingeremo di volta in volta all'archivio autori di Fabula presentandovi ogni numero ben due racconti inediti, magari legati da un tema, come in questo numero.
Per quanto riguarda le sezioni "Narrativa" e "Classici", si tratta rispettivamente di recensioni di libri prevalentemente usciti da poco, e di una recensione di un classico della letteratura mondiale che magari non avete ancora letto; in questo numero, adesempio vi presentiamo "La montagna incantata" di Thomas Mann.
Ci occuperemo anche di cinema, di musica, sia classica che contemporanea, di filosofia e di arte, di teatro e di costume, e non mancheranno rubriche ironico-umoristiche; insomma, noi abbiamo cercato di fare del nostro meglio per creare una rivista ad ampio respiro che tenga conto dei diversi interessi specifici dei lettori, sarete voi a giudicare se e come ci siamo riusciti. Anzi, gia` che ci sono vi invito subito a lasciarmi un messaggio con le vostre impressioni sulla rivista (gli indirizzi li trovate in fondo al sommario); sapete, e` il primo numero e ci teniamo a conoscere il vostro parere.
Ah, quasi mi dimenticavo. Questo e` un numero un po' speciale, non solo perche' e` il primo, ma soprattutto perche' pubblichiamo "Visita a sorpresa", il racconto vincitore del grande concorso di Fabula BBS: "Il tacchino letterario". Si trattava di sviluppare un racconto rispettando un incipit prestabilito, e fin qui nulla di strano; ma la vera particolarita` di questo concorso sta tutta nel premio: un tacchino. Si`, avete capito benissimo, un tacchino in carne e ossa che verra` consegnato al vincitore sperando che non sia vegetariano, nel qual caso l'amabile pennuto sara` risparmiato e sostituito con una specialita` gastronomica adeguata ai gusti dell autore. Lo so, e` brutto per chi non sapeva nulla e magari avrebbe volentieri partecipato, venire a conoscenza del concorso quando e` gia` finito; ma non preoccupatevi, le vulcaniche menti dei padri fondatori di Fabula sono sicuramente gia` al lavoro per presentarvi altre mirabolanti iniziative.
Consentitemi un'ultima precisazione. Fabula Review ha un'intento dichiaratamente divulgativo, i testi che pubblicheremo non avranno cioe` carattere prettamente tecnico. Certo, ci sono alcuni temi, come la teoria della sincronicita` di Jung, che none` stato possibile ridurre ad un linguaggio completamente privo di difficolta`, ma vi assicuro che noi cercheremo di rivolgerci con semplicita` ad ogni tipo di lettore, magari con la speranza di interessare anche i piu` scettici, anche chi si sente annoiato solo a sentir proferire la parola "cultura".