1. Lo strano caso del pudding
Esistono nella vita di ognuno di noi, e si verificano piu` sovente di quanto pensiamo, curiose coincidenze, cui non siamo soliti attribuire molta importanza: sognamo di notte una persona che incontriamo qualche giorno dopo, o una situazione che si verifica nella realta` senza che noi siamo intervenuti per favorirla. Lo psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung, ha raccolto le sue riflessioni su tali episodi in "La sincronicita` come principio di nessi acausali", opera del 1952.
"Un certo Monsieur Deschamps ricevette in dono da bambino un pezzettino di plumpudding da un certo Monsieur de Fontgibu. Dieci anni dopo scopri` di nuovo un plumpudding in un ristorante di Parigi e ne ordino` un pezzo. Venne fuori pero` che il pudding era stato ordinato da qualcun altro, e precisamente da Monsieur de Fontgibu. Molti anni piu` tardi M. Deschamps fu invitato a gustare un plumpudding, una specialite` rara, gli assicurarono. A pranzo egli osservo` che non mancava che M. de Fontgibu. In quel momento le porte si aprirono e un vecchissimo signore disorientato fece il suo ingresso: era M. de Fontgibu, che aveva sbagliato indirizzo ed era capitato per errore in quella riunione".
Pensate che sia stato soltanto un "capriccio del caso" e tale indigestione di pudding sia del tutto senza importanza per la vita di due dei tre protagonisti (il terzo protagonista e` appunto il pudding, che ha sempre fatto una brutta fine)? Innanzitutto vi si puo` rispondere che la storia e` gia` comunque un divertente caso di coincidenza, ed e` questa la materia che prendiamo in considerazione cercando di analizzarla da un punto di vista piu` approfondito. In ogni caso il fatto stesso (la storiella) contiene un significato che deborda al di la` del semplice rapporto M. Deschamps-pudding, introducendo una casualita`, meglio una acausalita`, che emerge con forza come elemento di novita` e di curiosita`.
Ma si sono verificati e si verificano anche incontri con la Sincronicita`, e` questo il nome che Jung riserva a tali fenomeni acausali (slegati cioe` dal rapporto causa-effetto), che hanno manifestato un rilevante significato, anche affettivo, per il soggetto che ne e` divenuto attore suo malgrado. Jung ce ne propone due. Il primo, ormai famoso, e` un caso da lui stesso osservato: "Una giovane paziente fece un sogno, in un momento decisivo della cura. Nel sogno essa riceveva in dono uno scarabeo d'oro. Mentre mi raccontava questo sogno, io stavo seduto voltando la schiena alla finestra chiusa. D'un tratto udii alle mie spalle un rumore, come se qualcuno bussasse piano contro la finestra. Aprii la finestra e presi al volo l'insetto. Era l'analogia piu` prossima ad uno scarabeo d'oro che si possa trovare alle nostre latitudini, una Cetonia Aurata, il comune coleottero delle rose, che evidentemente proprio in quel momento si era sentito spinto a penetrare, contrariamente alle sue abitudini, in una stanza buia". Piu` avanti Jung cita un altro caso tipico di questa categoria di eventi: "La moglie di uno dei miei pazienti mi racconto` una volta che alla morte di sua madre e di sua nonna si era radunato davanti alle finestre della stanza delle due moribonde un gran numero di uccelli. La cura cui si era sottoposto il marito stava per concludersi, quando vennero alla luce sintomi inizialmente lievi che attribuii a una malattia di cuore incipiente. Lo mandai da uno specialista. (...) Tornando a casa da questa consultazione, il mio paziente stramazzo` improvvisamente al suolo. Quando fu portato a casa morente sua moglie era gia` inquieta e angosciata, perche' subito dopo che il marito si era recato dal medico un intero stormo di uccelli s'era posato sulla sua casa. (...) Nel primo caso il rapporto significativo e` illuminante; nel secondo caso invece, morte e stormo di uccelli sono apparentemente incommensurabili. Ma (...) non siamo troppo lontani dall'ipotesi di un simbolismo archetipico. Anche nel primo caso sembra esistere una base archetipica." Lo scarabeo, continua a spiegare Jung, e` un simbolo classico di rinascita e quell'episodio ha significato per la paziente un reale mutamento nella terapia analitica, abbattendo le difese razionalistiche che aveva eretto e che le avevano impedito, fino ad allora, qualsiasi passo avanti.
Jung interpreta cosi` sotto una luce completamente innovativa la correlazione tra fatti interiori ed esteriori privi, come i due casi citati evidenziano, di ogni spiegazione causale, tra un evento psichico e un evento fisico contemporaneo o successivo, vicino o distante nello spazio. La sua analisi nasce da una frequentazione molto ricca e duratura con la dimensione psichica e l'inconscio, che sembrano servirsi di proprieta` diverse da quelle riservate al mondo obiettivo, quali, appunto, la legge di causa ed effetto. Le trasforma poi in ipotesi di leggi valevoli anche per tale mondo allorquando ci si trovi di fronte a commistioni con la sfera soggettiva, confortato dal fatto che le nuove ricerche della fisica moderna, per esempio la fisica quantistica, portano all'abbandono di vecchie certezze. E' quindi significativo che Jung pubblichi il suo saggio insieme a quello del fisico svizzero Pauli sui risvolti dell'indagine archetipica nell'opera di Keplero.
Come quindi la teoria psicanalitica a cominciare dai lavori di Freud aveva strappato all'incerto terreno del caso, e quindi dell'indifferenza priva di significato, eventi, pulsioni inconscie (si veda la Psicopatologia della vita quotidiana), riportandoli nell'alveo della Spiegazione,Jung, seguendo il medesimo metodo empirico di scavo archeologico, vuole sottrarre alla casualita` quello che la causalita` (e un eccesiva razionalita`) respinge.
Potremmo dire che egli ha compiuto nel campo dell'irrazionalita` dell'inconscio quello che la teoria quantistica prima, le teorie del caos poi, tentano nel campo della fisica. E' singolare pero` che la Scienza Ufficiale abbia rifiutato di prendere in considerazione questi studi e si sia limitata a spiegare gli eventi coincidenti come casi che vengono notati dal soggetto solo per la bassissima probabilita` che hanno di verificarsi.
2. Cosa deve Spielberg a Jung?
Cerchiamo di chiarire, senza addentrarci in misteri ancora oggi irrisolti, quali siano i termini della sincronicita` junghiana. Lo psicanalista svizzero ritiene che si presenti quando viene costellato un archetipo, cioe` quando si manifesta una delle forme a priori dell'organizzazione dell'esperienza appartenenti all'inconscio collettivo che abbiamo avuto modo di incontrare prima. Lo scarabeo e gli uccelli sono due archetipi, due simboli di rinascita e di morte, ma perche' si manifesti il carattere numinoso, misterioso e sacrale dell'archetipo occorre che il soggetto si sciolga temporaneamente dai vincoli della coscienza e che l'inconscio riempia il vuoto cosi` creatosi. Che avvenga cioe` quello che lui chiama l'abaissement du niveau mental (abbassamento della soglia di coscienza). A questo punto vi chiederete quali caratteristiche accomunano nella sincronicita` eventi psichici e fisici. "La sincronicita`", vi risponde Jung, "presuppone un senso a priori in rapporto alla coscienza umana, senso che sembra esistere al di fuori dell'uomo". E "tenendo conto della possibilita` che la sincronicita` non sia solo un fenomeno psicofisico, ma che possa verificarsi anche senza la partecipazione della psiche umana, (...) in questo caso ipotetico bisognerebbe parlare non piu` di senso, ma di omogeneita` o conformita`".
Rifacendosi con efficacia alla filosofia cinese, e interpretando in chiave sincronistica lo straordinario libro taoista degli oracoli I Ching, Jung sembra accettarne la visione della realta` come tutto indifferenziato di fisico e psichico (il cosiddetto unus mundus, un solo mondo): in esso ogni evento corrisponde ad un altro e l'uomo, inteso rinascimentalmente come microcosmo, partecipa del macrocosmo che al suo interno egli rispecchia, potendo persino attingere, attraverso l'inconscio, alla conoscenza assoluta .
Nell'ambito della filosofia occidentale Jung si sofferma particolarmente sui precursori Leibniz e Schopenhauer. Il primo parla nella Monadologia di "armonia prestabilita", cioe` di un sincronismo assoluto, tra eventi psichici e fisici, e paragona anima e corpo a due orologi sincronizzati. Anche le monadi, che non possono influenzarsi reciprocamente perche' non hanno "finestre", coincidono sempre l'una con l'altra. Artefice di tale armonia e` Dio.
Per Schopenhauer l'artefice e causa prima e` la Volonta`, che crea la vita dell'uomo secondo due schemi simmetrici: la catena oggetiva della causalita` e quella soggettiva della simultaneita` degli eventi. Ma, fa notare giustamente Jung, Schopenhauer crede nella regolarita` delle suddette catene simultanee perche' tutto fa discendere dall'unita` di un principio primo non dimostrato. Mentre gli eventi sincronicistici sono ahime' capricciosi ed irregolari come quelli puramente casuali.
Anche la letteratura che si occupa di oniromanzia (i cosiddetti sogni premonitori), di parapsicolgia, di astrologia, ma anche i romanzi, i racconti le opere cinematografiche ricorrono spesso a tali eventi per chiarirne la natura o solo come espediente narrativo. Un film di grande successo come E.T. di Steven Spielberg, per esempio, contiene una scena chiaramente sincronistica: quando il bambino che per primo ha avuto un contatto anche fisico con l'extraterrestre va a scuola abbandonando lo strano ospite solo in casa, viene condizionato da cio` che quest'ultimo fa, vede o pensa: se questi beve birra il ragazzo si ubriaca, se vede in tv un bacio appassionato lo ripete con la bambina di cui e` innamorato e cosi` via. Anche un altro film del regista americano sugli extraterrestri, "Incontri ravvicinati del terzo tipo", ci propone una scena sincronistica. Il protagonista e` ossessionato da una figura, forse archetipica, che ritrae in decine di sculture modellate in stato di trance: ebbene, questa figura e` l'esatta riproduzione della montagna dove si svolgera` lo storico atterraggio degli alieni. Spielberg, quindi, utilizza degli schemi narrativi inconsueti nel momento in cui decide di narrare gli "incontri" con le sfere piu` sconosciute della natura umana: il mito dell'extraterrestre, il mondo del paranormale, il rapporto con la diversita`, la scoperta dell'irrazionale.
Senza voler essere blasfemi nei confronti di un grande maestro, riduciamo la prospettiva e limitiamoci a osservare le coincidenze significative per la nostra persona, come i casi di telepatia, di cui ci accorgiamo solo per la rilevanza affettiva che hanno, cioe` per il Senso che accordiamo loro. Condizionati dal fatto che la nostra vita si muove sempre meno su un binario diacronico e sempre piu` su quello sincronico (anche se non sincronistico, c'e` differenza!), a coiminciare dalla rete telematica dentro la quale compare e potete leggere questo articolo, crediamo di intendere la sincronicita` come una nuova possibilita` di esplorare il mondo, una nuova angolazione percettiva che si trova a contatto con strati ancora inabissati del nostro essere: e` infatti il Significato il fattore unificante delle azioni conscie e soprattutto inconscie, il filoche lega la nostra vita con quella degli altri e con il nostro ambiente.
La sincronicita` ci permette cosi` di spiegare non solo gli eventi personali ma anche i casi di parapsicologia (come la telepatia, la precognizione), il rapporto ancora misterioso tra la mente e il corpoe infine, come abbiamo visto, e` una chiave narrativa spesso sottovalutata.
E dare un Significato e` un tentativo di ricostruire uno schema, un mito ormai infranto: non lo schema che costringe negli angusti limiti ma quello che possa rappresentare la cifra piu` propria del nostro Esserci .
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
C. G. Jung, "La sincronicita` come principio di nessi acausali"
S. Spielberg, "E.T"; "Incontri ravvicinati del terzo tipo"
A. Schopenhauer, "Parerga e Paralipomena"
G. W. Leibniz, "Monadologia"
R. Wilhelm (a cura di), "I Ching"