JAZZ



Eddy Louiss - Michel Petrucciani
<<Confe'rence De Presse>>

di Figiazzi


Les Grelots / Jean-Philippe Herbien / All The Things You Are / I Wrote You A Song / So What / These Foolish Things / Amesha / Simply Bop.


Eddie Louiss (org.), Michel Petrucciani (p.). Parigi, giugno 1994.
DREYFUSS FDM 36568, distr. High Tide. 65 min.

I musicisti:

Eddy Louiss e` un celebre organista jazz; ha partecipato a molte e importanti incisioni negli anni settanta a fianco di musicisti del calibro di Stan Getz e Ste'phane Grappelli. Non disdegnando l'impegno in progetti che lo presentavano come solista in formazioni trio, fra tutte la piu` famosa quella in cui era accompagnato da Ponty (violino) e Humair (contrabbasso).
Considerato dalla critica internazionale un organista raffinato dallo stile sobrio e sapiente, negli ultimi anni, si e` lasciato trascinare in opinabili escursioni in generi musicali a lui non congeniali.
Il suo strumento, l'organo elettrico Hammond, ha un suono che non si adatta facilmente alle atmosfere del jazz, molto caratterizzato e dai timbri melliflui, richiama alla mente generi musicali differenti quali il gospel e il soul, e un certo tipo di rock.
Lo strumento, di cui Louiss e` un indiscusso maestro, negli ultimi anni ha trovato un ruolo stabile nella musica jazz soprattutto di quella musica che si pone sul versante della ricerca di nuove sonorita`.
Michel Petrucciani, il pianista francese, non ha bisogno di grandi presentazioni; pur essendo anagraficamente giovane, cavalca le scene del jazz da parecchi anni. Virtuoso e sensibile, tra Peterson e Evans, si inserisce nella scia dei pianisti che sanno far cantare lo strumento. La sua musica e` melodica sempre cantabile appunto, ricca di inventiva mai appesantita da eccessive divagazioni intellettualistiche che affliggono, dal mio modesto punto di vista, il pianismo di molti strumentisti bianchi.
La sua carriera si snoda attraverso lavori solistici, in trio (tra gli altri quelli con il musicista italiano Aldo Romano) e in formazioni non particolarmente brillanti che comprendevano anche l'inserimento di tastiere (e' appena uscito un live della sua band elettrica con adam Holzman).
Con il passaggio all'etichetta Blue Note e dopo un paio di dischi ancora legati ai canoni della cross-over music, il giovane pianista e` maturato, partecipando ad importanti collaborazioni tra cui quelle con il sassofonista americano Joe Lovano (From the soul) e quelle con il poeta della chitarra jazz, Jim Hall (Power of three).

Il CD:

Bello, apparentemente semplice e spontaneo, in realta` e` il frutto di un complesso lavoro di improvvisazione dei due tastieristi.
Registrato dal vivo, in tre serate nel giugno del 1994, al club Petit Journal Montparnasse, l'incontro musicale e` a coronamento di un sogno di Petrucciani: quello di poter incidere con uno dei suoi idoli di gioventu`, Eddie Louiss. L'affiatamento e` indiscutibile, gli strumenti si alternano nella guida e nell'accompagnamento dei vari pezzi, scritti in parte dai due musicisti, in parte costituiti da classici del jazz (All the things you are, So what, These foolish things).
Louiss eccelle nel ruolo del sideman; con il suo strumento, piu` versatile rispetto al piano, realizza un'infallibile base sonora composta da linee di basso e dalla ritmica della mano destra. Negli assolo e` swingante e travolgente senza mai lasciarsi andare in dimostrazioni di potenza virtuosistica.
Petrucciani conduce la musica con il suo pianismo dinamico e variegato, a tratti potente e funkeggiante, a tratti levigato e sensibile. Quando accompagna gli assolo di Louiss dimostra di aver perfettamente imparato la lezione evansiana dell'Interplay, quella tecnica che impone di suonare negli spazi lasciati vuoti dal solista.
Con l'incitamento di un pubblico entusiasta e con due musicisti in stato di grazia, questo cd non poteva che essere un capolavoro.
Una dimostrazione di genialita`, come riuscire a conciliare semplicita` e bellezza.