TENDENZE Fumetti come cultura emergente: una introduzione ai supereroi della Marvel di Gabriele Bonomi Di cosa parliamo quando parliamo di fumetti? E' possibile ottenere una definizione di "fumetto", o comic nella traduzione inglese, dalle diverse informazioni riportate dai principali dizionari della Lingua italiana: "Il fumetto è uno spazio, dal contorno simile a quello di una nuvoletta stilizzata, destinato a contenere parole dei personaggi di racconti e romanzi illustrati". Questa definizione, alquanto tecnica, comunica però al lettore un senso di povertà culturale dovuta anche alla scarsa considerazione che storicamente hanno ricevuto le produzioni editoriali illustrate a disegni. Infatti nell'immaginario popolare i fumetti sono sempre stati dei piccoli albi spillati venduti nelle edicole, che narrano attraverso disegni le avventure di personaggi per lo più di fantasia. Si tratta di prodotti che gli editori indirizzano ad un pubblico prevalentemente giovanile e che sono classificati come letteratura ricca solo di banalità senza nessuna pretesa culturale. Negli ultimi anni si è però verificato un fatto che dovrebbe portare a qualche maggiore riflessione sulla definizione eccessivamente semplicistica tradizionalmente assegnata ai fumetti. E' accaduto infatti che nel nostro Paese, a partire dalla metà degli anni Ottanta, le case editrici di comics siano riuscite a riemergere dalla profonda crisi che ha contraddistinto il settore nel decennio precedente portando i fumetti a vivere un grande successo editoriale. Osservando oggi le nostre edicole si può facilmente notare come questi albi, in passato relegati in un angolo, tendano ad occupare uno spazio sempre maggiore. L'eccezionale risultato è stato raggiunto soprattutto grazie alla brillante intuizione di proporre dei prodotti di sempre crescente fattura sia dal punto di vista stilistico, sia nei contenuti. E' impossibile poter riassumere in questa sede il vasto panorama fumettistico offerto attualmente dalle case editrici italiane. E' invece più interessante, avendo come fine ultimo il tentativo di nobilitare un poco l'oggetto dell'articolo, soffermarsi su una tipologia di prodotto contenete delle tematiche molto suggestive ed attuali che spesso sono state oggetto di diverse interpretazioni ed accese discussioni da parte del pubblico di lettori. Questa tipologia è rappresentata dal fumetto supereroistico americano, che con le sue trame complesse ed avvincenti, rappresenta forse il punto di congiunzione principale tra le produzioni destinate ad un pubblico esclusivamente adulto (come il fumetto erotico e fantastico d'autore) ed i prodotti specifici per bambini. Il punto di forza di questi fumetti è che gli argomenti trattati si rivolgono indifferentemente a lettori di tutte le età. Infatti l'azione pura e semplice è regolarmente abbinata a storie che trattano argomenti sociali ed individuali estremamente complessi studiati per interessare un vasto pubblico. Temi quali il razzismo, l'emarginazione, le difficoltà delle classi più deboli, la paura del diverso e dell'ignoto rappresentano spesso il substrato delle storie supereroistiche. In esso si innestano le avventure personali dei protagonisti, con i problemi derivanti dalle responsabilità acquisite insieme ai superpoteri ma anche naturalmente originati dall'evoluzione della loro esistenza. La casa editrice che per prima ha puntato su questo felice abbinamento (azione + introspezione) gettando le basi per un nuovo ed in seguito imitato genere fumettistico è stata l'americana Marvel con personaggi come L'Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, Hulk, Capitan America, gli X-Men. La Marvel creata da Jack Kirby e Stan Lee, ha proposto a partire dai primi anni Sessanta dei comics ricchi di contenuti rispettando delle linee-guida assolutamente originali: l'adeguamento dello stile visivo alle tematiche sempre in evoluzione, la "continuity" ed il concetto "supereroi con super-problemi". Come detto, negli ultimi anni il fumetto ha raggiunto un pieno grado di maturità grazie ad autori che hanno introdotto nuove tematiche e nuove concezioni dei personaggi. Fin dagli inizi la Marvel ha imposto la ricerca di nuovi stili visivi che riflettessero la complessità degli eventi per ottimizzare il binomio parole-immagini. Ecco quindi che negli anni la composizione delle tavole si è modificata al fine di creare un effetto che potesse colpire l'occhio dello spettatore, investendolo di particolari ed immagini per condurlo più a fondo nel percorso narrativo ideato dall'artista. Oggi autori come Miller, Moore, Sienkiewicz, Mc Farlane, Davis producono tavole che riescono a coinvolgere anche il lettore più smaliziato. La continuity è invece un sistema cronologico narrativo che lega le avventure vissute dai protagonisti ad un continuità temporale precisa. Nell'Universo Marvel la vita dei personaggi non è ferma ad un certo tempo indefinito come nel caso dei personaggi Disney. Essi crescono e con essi si modificano anche le storie e le vite dei loro comprimari. Gli eroi vanno a scuola, si sposano, hanno figli, muoiono ed il mondo circostante si evolve con loro parallelamente agli accadimenti reali. Sarà così possibile vedere l'Uomo Ragno partecipare alla campagna elettorale di Bill Clinton, o imbattersi nei Fantastici quattro impegnati in una azione di supporto alla Tempesta nel deserto. L'eccezionalità della cosa è inoltre rafforzata dal fatto che tutti i personaggi della Marvel seguono questo principio, permettendo incroci tra le testate secondo una perfetta cronologia. Questo sistema si dimostra particolarmente affascinante per il lettore che è coinvolto dall'evoluzione degli accadimenti che lo spingono a voler vedere come andrà a finire non solo la storia dell'episodio ma anche la vita futura del personaggio. In pratica è lo stesso principio adottato dalle soap opera televisive. Il principio dei "supereroi con superproblemi" si fonda infine sull'assunto che i protagonisti non sono sollevati dalle responsabilità proprie di un comune essere umano solo per il fatto di avere particolari abilità. Al contrario questi superpoteri amplificano le loro reazioni anche di fronte ai quotidiani problemi propri di tutti i comuni mortali. Il lettore si può dunque facilmente immedesimare nel personaggio che riconosce caratterialmente più simile a lui e può osservare quali sono le reazioni che il supereroe sviluppa affrontando, per esempio, la prima giornata al lavoro. In questo modo i personaggi della Marvel non si propongono come entità astratte sempre vincenti. Essi sono in grado di sconfiggere mostri provenienti da altre galassie e non essere in grado di pagare l'affitto alla fine del mese. I supereroi vivono in una realtà che è anche la nostra ed affrontano situazioni che esulano dall'ambito "felice ed incontaminato" che ci si potrebbe attendere e che ha sempre caratterizzato i fumetti per bambini. Sfruttando al meglio questi principi, unitamente alla capacità di reclutare i migliori disegnatori disponibili, la Marvel è riuscita a creare un impero che dispone di milioni di lettori nel mondo. Pensate che il recente successo editoriale nel nostro paese di questi personaggi ha spinto la Marvel americana ad aprire la Marvel Italia al fine di gestire direttamente tutte le testate presenti sul mercato. BR> L'Uomo ragno, tra la moltitudine di personaggi presente nel parco testate della Marvel, è la figura più nota e che probabilmente costituisce l'esempio più facilmente accessibile a chi si avvicina per la prima volta a questo genere di letture. Secondo il principio del supereroe con superproblemi tanto caro alla Marvel, Peter Parker ovvero l'Uomo Ragno, vive un continuo conflitto interiore derivante dal fatto di non avere ancora accettato completamente la sua diversità e le responsabilità che questa diversità comporta. Tutte le sue azioni creano i presupposti per una analisi personale volta all'autocritica, in quanto, pur agendo sempre col fine preciso di salvare i più deboli da una minaccia, l'Uomo Ragno deve sempre confrontarsi con la consapevolezza della sua fondamentale inutilità a causa della sua invincibile relatività. Tutte le sue vittorie non modificano in meglio il suo futuro. La prossima volta dovrà fare i conti con un avversario reso più letale dal precedente scontro. A complicare le cose gli autori della Marvel fanno poi intervenire Frederich Nietzsche secondo cui "non esistono i fatti, solo le interpretazioni" e sono proprio le interpretazioni spesso distorte di ciò che è compiuto dal protagonista a farlo ulteriormente dubitare di lui stesso, portandolo sull'orlo di un delirio psicologico. Come sopravvivere di fronte a tutte queste pressioni? Ecco che in aiuto dell'Uomo Ragno interviene allora il sano spirito pratico americano ed il nostro eroe decide di prendere di petto sempre il problema più imminente rimandando a momenti più consoni la soluzione degli altri. "L'ultima caccia di Kraven" di DeMatteis ed il recente "Torment" di McFarlane vengono da molti ritenuti i punti più alti raggiunti finora dalle storie dell'Uomo Ragno. Senza nulla togliere alle due opere ritengo comunque che la vera natura del personaggio possa essere percepita più agevolmente leggendo la collana regolare pubblicata quindicinalmente dalla Marvel Italia. Un'altro personaggio già noto al grande pubblico (grazie anche ad una serie televisiva) che presenta aspetti psicologici interessanti è Hulk. Bruce Banner dopo essere stato investito dalle radiazioni gamma prodotte da un esperimento da lui stesso progettato è diventato un mostro verde dalla grande forza e dall'intelletto limitato. Quando la psiche di Banner viene eccitata ecco che avviene la trasformazione in Hulk. L'origine di Hulk si rifà chiaramente al dramma letterario di R. L. Stevenson: Dr.Jekill e Mr.Hide, alla base del quale è presente la tragedia della schizofrenia. Hulk riprende e rielabora il racconto costruendo il dramma psicologico di due diverse entità racchiuse dentro un unico corpo. Banner e Hulk sono due personalità opposte che si manifestano in modo diverso non solo fisicamente ma anche nel comportamento e nella psicologia. Come nel caso dell'Uomo Ragno i racconti di Hulk non si limitano ad illustrare le azioni del personaggio ma approfondiscono la tematica dell'io multiplo tramite un apparato logico costruito dai dialoghi e dalle riflessioni. Hulk rappresenta in definitiva il prototipo di quella linea conoscitiva che ci rende consapevoli di come rimanga ben poco dell'io integro e cosciente se si affrontano situazioni diverse con diversi approcci. La coscienza di una molteplicità interna, presente in tutti gli individui, impone quindi l'affermazione di una limitatezza di fondo dell'essere umano e l'obbligo di cercare di conciliare tutte le sue personalità. Hulk ed il suo alter-ego Banner risolvono questo problema con un accordo che permette ad entrambi una esistenza dignitosa in grado di affermare le rispettive caratteristiche. Da ultimo vorrei spendere qualche parola su un altro supereroe Marvel che sicuramente permette di apprezzare il background culturale presente nella produzione di questi fumetti: Capitan America. Capitan America è il super-soldato creato dagli Stati Uniti per sconfiggere il nemico durante la Seconda guerra mondiale. Ibernato per un lungo periodo di tempo Cap si trova a vivere le sue avventure nell'America contemporanea. Fin dalle sue origini Steve Rogers (vero nome di Capitan America) incarna il sogno americano rispecchiando le aspettative dell'americano medio che, nel bene e nel male, costituiscono le basi da cui è stata generata la società statunitense odierna. Permeato da un humus di onestà, carico di ideali e limpido nelle sue interpretazioni, Cap deve affrontare l'altra America, l'America dei diseredati, degli omosessuali, delle minoranze etniche. La proiezione dell'americano democratico e giusto deve affrontare la cruda realtà di chi non è entrato in questo sogno e di chi non ha potuto credere ad esso. Pur lavorando per il governo Capitan America deve combattere la corruzione delle ideologie, modificando suo malgrado la originale aderenza servile nei confronti delle politiche istituzionali. Ecco allora rivelato il vero super-potere di Capitan America. Non la super-forza o l'invisibilità bensì la capacità di non piegarsi di fronte ai paraventi offerti dall'egoismo che rende gli esseri umani impermeabili a tutto ciò che può disturbarli. Se ci pensiamo bene questo è veramente un potere sovrumano. Come si è potuto osservare i comics del genere supereroistico hanno acquistato uno spessore che va ben oltre il semplice intrattenimento. Il giudizio riduttivo, dato a priori, è quindi immotivato in mancanza di un adeguato approfondimento. Naturalmente il fine ultimo dei comics è assicurare il divertimento del lettore quindi la logica narrativa lascia spesso spazio ad accadimenti spettacolari destinati per lo più a coinvolgere e meravigliare il pubblico. Nessun autore di fumetti potrà mai avere la pretesa di sostituire la sua opera alla letteratura classica o moderna, utilizzata spesso come fonte di ispirazione delle storie dei supereroi. Appare comunque importante sottolineare come le possibilità creative, pressoché illimitate, offerte dai fumetti possano realmente ridare ai lettori quella fantasia che l'epoca odierna sembra continuamente sottrarre attraverso modelli di riferimento stereotipati e spersonalizzanti. Questa capacità, unita agli aspetti citati in precedenza, dovrebbe essere sufficiente ad assegnare ai comics un più giusto riconoscimento all'interno del panorama letterario contemporaneo. BIBLIOGRAFIA: -L'Uomo Ragno: "Torment" di T. McFarlane 1994 ed. Marvel Italia -L'Uomo Ragno: "L'ultima caccia di Kraven" di De Matteis, M.Zeck, B.McLeod 1990 ed. Star Comics -Cerebro: Interventi di F.A.Amico in L'uomo Ragno nn. 67-81 ed. Star Comics -Devil e Hulk mensile ed. Marvel Italia -Speciale Capitan America 2: "Il nuovo Cap!" di M. Gruenwald 1993 ed. Star Comics |