POP & ROCK



King Crimson: "VROOOM" (ed. Discipline)
King Crimson: "Thrak" (ed. Discipline)
King Crimson in concert (Milano, Teatro Smeraldo, 2-5-95)

di Vanamonde



Ormai il rock comincia ad avere una rispettabile età come genere musicale, e il termine "gruppo storico" comincia ad apparire alquanto inflazionato. Tuttavia tra i gruppi che meritano questo appellativo bisogna senz'altro includere i King Crimson, i quali non solo vantano oltre un quarto di secolo di attività, ma sono anche tra i pochi a poter affermare diessere stati sempre all'avanguardia nel corso di tutta la loro carriera. I King Crimson nascono infatti alla fine degli anni '60. La formazione (che comprende il chitarrista Robert Fripp, il cantante e bassista Greg Lake, il batterista Mike Giles e il fiatista e tastierista Ian McDonald, più un quinto membro, Peter Sinfield, che si occupa di tutte le parti artistiche non-musicali, come i testi, le copertine e le luci di scena) diventa immediatamente famosa per il suo stile innovativo, che mescola un sound maestoso e romantico a base di tastiere elettroniche con selvagge improvvisazioni libere. Purtroppo l'ego dei musicisti non è ancora temperato dall'esperienza, e il gruppo fa in tempo a incidere soltanto il mitico album "In the Court of the Crimson King" prima di sciogliersi completamente, lasciando il solo Fripp in possesso del marchio KC. Da allora il gruppo ha conosciuto diverse incarnazioni: dapprima una formazione ad assetto variabile, dedita a sperimentazioni rock-sinfonico-jazzistiche; poi, nel periodo 1972-74, un quartetto (con Bill Bruford alla batteria, John Wetton al basso e voce e David Cross al violino e tastiere) in cui le improvvisazioni si sposano a un sound marcatamente metallico; segue un lungo periodo di silenzio, in cui Fripp disperde la formazione per dedicarsi ad attività soliste; infine, nei primi anni '80, la resurrezione: questa volta accanto a Fripp e Bruford ci sono il bassista Tony Levin e, per la prima volta, un altro chitarrista: Adrian Belew. Quest'ultima formazione segnerà un deciso allontanamento dal passato, mescolando un rock da camera fatto di poliritmie e complicate tessiture a uno scanzonato etno-funky imparentato con i Talking Heads. Anche questa incarnazione dei KC però avrà breve durata, quasi come se Fripp volesse uccidere le proprie creature prima di vederne la decadenza. Questa volta il silenzio è stato lungo: dieci anni. Ma non definitivo...

Difatti i King Crimson sono ritornati, regalandoci in rapida successione un mini-album di presentazione ("VROOOM"), un album vero e proprio ("Thrak") e una serie di concerti che ha toccato anche l'Italia. Questa volta il legame col passato è più marcato: la formazione degli anni '80 è presente per intero, con l'aggiunta di Trey Gunn e Pat Mastelotto. Il gruppo viene così a configurarsi come un "doppio trio": due chitarre, due bassi e due batterie; sei strumentisti eccezionali che, grazie anche alla versatilità dei loro strumenti (i bassisti suonano anche lo Stick e il contrabbasso elettrico, mentre chitarristi e batteristi fanno uso della tecnologia MIDI per ampliare la propria tavolozza sonora), si trasformano in una vera e propria orchestra, in cui è spesso difficile discernere il lavoro dei singoli nell'unità del suono generale. Il sound dei King Crimson anni '90 sembra essere un compendio di tutto il loro passato: ci sono le ritmiche asimmetriche degli anni '80 ma anche le asprezze sonore degli anni '70, e persino qualche tocco di Mellotron a ricordare gli esordi; il tutto con una qualità sonora e compositiva addirittura superiore a qualunque album del passato. Il materiale del nuovo disco è abbastanza nettamente suddiviso, con i brani strumentali di impronta frippiana, e le canzoni che portano invece il marchio di Belew. Dal vivo il repertorio si basa essenzialmente su due album, "Thrak" e il capolavoro degli anni '80, "Discipline", con qualche tocco del passato ("Red", "Lark's Tongues in Aspic", "Talking Drum"). In concerto Fripp rimane perennemente seduto nell'ombra, lasciando tutta la scena ai suoi comprimari, come a sottolineare che ormai il gruppo è un'entità indipendente, più unita che mai. Questa volta i King Crimson hanno detto di voler proseguire senza imporsi scadenze temporali; se i risultati continueranno a essere di questo calibro, non possiamo che augurarcelo.




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