"M.T.M." Intervista a "La Fura dels Baus" di Paolo e Gloria Cappelletti e Giovanni Castellani Milano, Palalido, 24.VI.95 Hansel (Xavier Cereza Garcùa) è coordinatore della tournèe, nonché esponente storico del gruppo della FURA; Big Toxic (José Tomàs) è il musicista che ha creato la colonna sonora dello spettacolo. Come prima domanda, banale ma necessaria, vorremmo chiederti di parlare del tema e della struttura dello spettacolo. H: Lo spettacolo inizia e finisce in un ambiente da discoteca, perché noi pensiamo che oggi le discoteche siano le grandi cattedrali della società contemporanea, dove si concentrano grandi quantità di persone che realizzano e seguono le mode. Proprio da questa massa noi estraiamo alcune persone -gli attori stessi della FURA - che vengono spogliate e poste sui cubi che compongono una parte della scenografia; da qui inizia lo spettacolo vero e proprio che si sviluppa in tre giochi che parlano del Potere, della Religione e della Politica. Non esiste un messaggio chiaro, vi è semplicemente molta azione filtrata dalla presenza di un cameraman che riprende e trasmette tutto su grandi schermi, il pubblico vede quindi sia ciò che accade intorno, sia immagini manipolate. Lo spettatore è dunque costretto a scegliere se cercare di comprendere quello che accade realmente oppure lasciarsi trascinare dalla corrente energetica; un po' come accade quando guardiamo la televisione: possiamo scegliere un programma preciso o lasciarci andare allo "zapping" selvaggio. Dunque in questo spettacolo il tema principale è la manipolazione dell'informazione... H: Esattamente, per questo abbiamo utilizzato l'immagine attraverso il video, il film, la televisione; se, per esempio, in NOUN trattavamo il tema del rapporto uomo-macchina, in M.T.M. la cosa che ci interessava di più era di stigmatizzare il filtro che viene a crearsi attraverso la tecnologia tra uomo e uomo. Facciamo inoltre risaltare l'inevitabile falsificazione del dato originario. Ad ogni modo mi pare che la FURA abbia un buon rapporto con le tecnologie, infatti avete realizzato un CD-ROM ed un video sullo spettacolo... H: Sì, quando decidiamo il tema di uno spettacolo ci sembra sempre importante approfondire l'argomento scelto con delle ricerche specifiche. In questo caso siamo entrati nel mondo dei media per capirne il sistema ed il frenetico sviluppo, estraendone ciò che ci serviva per creare lo spettacolo. Infatti anche la musica è tecno; a proposito, che fine ha fatto il gruppo che suonava dal vivo in NOUN? H: Non abbiamo avuto necessità di musica dal vivo, questa volta, proprio perché l'ambiente è quello di una discoteca; abbiamo invece Big Toxic che sulla base tecno campionata manipola in tempo reale i suoni a seconda dell'azione in scena. Rispetto alla partecipazione del pubblico che avete avuto con NOUN tre anni fa, come avete trovato, oggi, Milano? H: Il pubblico oggi è coinvolto da questo tema, e per questo la risposta è stata molto più attiva rispetto al precedente spettacolo. Però abbiamo avuto molti problemi per fare questo spettacolo a Milano, problemi politici e amministrativi. Io credo che qui, in questo momento, ci sia una manipolazione informativa e un ostruzionismo culturale incredibili. Pensate che ieri e l'altro ieri alle sei del pomeriggio non sapevamo ancora se saremmo andati in scena. Siamo quindi andati noi stessi dal sindaco per ottenere un permesso ufficiale. Milano è stata l'unica città europea a pretendere addirittura la traduzione dall'inglese del dossier tecnico dello spettacolo! Ci parleresti dell'evoluzione artistica e dei progetti futuri della FURA? H: Il percorso del gruppo dura ormai da 15 anni. Vedi, a noi non interessa tanto vivere all'avanguardia, quanto vivere il nostro tempo ed è per questo che i cinque spettacoli prodotti finora rispecchiano i nostri interessi ed i temi che via via si sono dimostrati più attuali. Inizialmente abbiamo proposto una trilogia composta da Accions, Souz/o/Souz, Tier Mon, che parla dell'uomo attraverso l'immagine, la sensazione e l'impatto con il mondo; con Noun inizia il nostro discorso relativo al rapporto uomo-macchina che ci ha avvicinati ai temi trattati in M.T.M. dove c'è anche un cambiamento di stile, in quanto per la prima volta utilizziamo la voce dell'attore e la tecnologia audiovisiva; naturalmente questa evoluzione ha comportato per il gruppo un rischio, appunto perché abbiamo cambiato l'approccio drammaturgico. Ma a noi piace molto rischiare. E in futuro? H: Spero che la mia banca mi dia buone notizie circa il mio conto, visto che vorrei andarmene finalmente in vacanza a luglio... Sul prospetto dello spettacolo abbiamo visto che siete finanziati dal Ministero della Cultura Spagnolo... H: Sì, siamo sovvenzionati dal Governo spagnolo, ma ci sono dei problemi a livello amministrativo; ad esempio esistono cinque importanti gruppi teatrali catalani sovvenzionati nello stesso modo, questo significa che i finanziamenti vengono distribuiti nella stessa quantità a gruppi che hanno organici differenti e differenti necessità, creando perciò problemi a gruppi molto numerosi come la FURA. Per questo siamo costretti, quando dobbiamo iniziare uno spettacolo, a cercare altre forme di finanziamento. Questo spettacolo e stato prodotto grazie all'aiuto di Lisboa Cultural; tutte le sovvenzioni dell'anno scorso sono state utilizzate per questo progetto. Lo spettacolo ci sembra fisicamente molto impegnativo. Avete una preparazione fisica specifica? Tre anni fa, parlando con Jurgen Müller, si accennò al fatto che praticavate l'aikido; lo fate ancora? H: Sì, anche adesso. Vedi, nei primi due spettacoli finivamo involontariamente col farci male, ma non essendo masochisti decidemmo di cercare una soluzione. Scoprimmo cosi che attraverso la filosofia e la pratica delle arti marziali, in special modo l'aikido, riuscivamo a controllare molto meglio la nostra energia, riducendo sensibilmente il rischio di contusioni e incidenti. Questi insegnamenti li abbiamo poi trasmessi agli attori e attrici più giovani... anche se in questo momento c'è qualcuno un po' troppo pigro...bene, in realtà c'è un altro esercizio molto buono: è andare di birra per tutta la notte! E si, perché per andare per bar tutta la notte bisogna essere in forma... Ora finalmente una domanda per te, Big Toxic: hai composto la colonna sonora dello spettacolo; a cosa ti sei ispirato? BigToxic: Il concetto di base era quello di creare un'opera tecno. Gli attori fungono da personaggi d'opera, anche se, naturalmente, non cantano. Pur essendo la musica strutturata in sequenze campionate, io poi intervengo dal vivo con manipolazioni elettroniche attraverso il computer e i sintetizzatori seguendo l'azione scenica; lo stesso vale per le immagini trasmesse sugli schermi. Questa è la tua prima esperienza con la FURA, cosa hai fatto in precedenza? B.T.: Ho un piccolo studio d'incisione a Madrid e lavoro con molti gruppi spagnoli di musica tecno; ho lavorato anche con Los Heroes del Silencio e bands minori... Nel mio piccolo posso dire d'esser qualcuno... Qui ci congediamo da Hansel e Big Toxic, ma prima di allontanarci chiediamo a Susana il significato della sigla M.T.M., così allusivo, ma anche misterioso... Lei ci risponde divertita: Bueno, lo que quieras! |