Vorremmo che i lettori di Fabula Review partecipassero a questa sezione dedicata alla poesia. L'idea è quella di pubblicare una poesia edita o inedita di autori da riscoprire. Vi invitiamo dunque a mandarci via modem quelle che avrete scelto. Ricordiamo che, per problemi di copyright, potremo pubblicare solo le poesie di autori scomparsi da almeno 50 anni. L'ASSENZA Un bacio. Ed è lungi. Dispare giù in fondo, là dove si perde la strada boschiva che pare un gran corridoio nel verde. Risalgo qui dove dianzi vestiva il bell'abito grigio: rivedo l'uncino, i romanzi ed ogni sottile vestigio... Mi piego al balcone. Abbandono la gota sopra la ringhiera. E non sono triste. Non sono più triste. Ritorna stasera. E intorno declina l'estate. e sopra un geranio vermiglio, fremendo le ali caudate si libra un enorme Papilio... L'azzurro infinito del giorno è come una seta ben tesa; ma sulla serena distesa la luna già pensa al ritorno. Lo stagno risplende. Si tace la rana. Ma guizza un bagliore d'acceso smeraldo, di brace azzurra: il martin pescatore. E non sono più triste. Ma sono stupito se guardo il giardino... stupito di che? non mi sono sentito mai tanto bambino... Stupito di che? Delle cose. I fiori mi paiono strani: ci son pur sempre le rose, ci son pur sempre i gerani... GUIDO GOZZANO (Torino, 1883-ivi, 1916). Da "I colloqui" (1911). |