Due poesie di Giorgio Longo


Giorgio Longo, nato a Milano nel 1954, si è laureato in Lettere presso l'Università Statale. Vive e insegna a Milano. Ha pubblicato le raccolte poetiche: "Le scie del mattino" (1980), "I dodici percorsi pentacolari" (1983), "Impara a guardare nel gran lontano" (1987), "Teratologie" (1990).
Presente in diverse riviste, i suoi testi sono stati tradotti in tedesco e in inglese.
Dal 1987 si è dedicato alla poesia in video, con lavori su F. Pessoa, D. Thomas, A. Artaud, P. Celan.



NON HO MAI CAPITO


Ciò che non si capisce,
lo si uccide (Ennio Flaiano)

Non ho mai capito
i perché della
mia bontà.
Temevo il demonio
che mi sussurrava
"Tu resteras hyène".
Così vagolavo
per i campi della misericordia
beato, angelico
dal passato scabroso
io, desdichado
per metà santo,
per metà ombroso.
Una bontà che proprio
non capivo.
Da oggi ho deciso di essere più cattivo.



UNICORNO


Il vero unicorno
rigetta tutti
i veleni:
il ragno
non uscirà
mai vivo
dal circolo
di polvere,
nemmeno
se sarà illuminato
da un vetro raggiato.
Chi ha perso
la visione dei
colori
non capisce
più
il nitore
del buio.

(Per gentile concessione dell'autore)




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