FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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46,5

IL QUASI-MORTO CHE PARLA
Sergio Rilletti




"Sì, certo," penserete voi, "uno che finisce dentro una cassa da morto prima di esserlo, tanto furbo non è." Ma io non vi ho detto di essere dentro una bara; magari sono dentro, che ne so?, ad un'astronave; ma voi no, voi siete subito lì a pensare il peggio!
E poi, chi l'ha mai detto che si stia meglio su un'astronave che in una cassa da morto! Avete mai provato a stare dentro una bara? No! E a bordo di un'astronave? No! E ALLORA?
Anzi, magari se fossi veramente su un'astronave dovrei sopportare la compagnia di quell'antipatico di E.T., quel nano spaziale che mi sta veramente odioso per due ottime ragioni! Primo: per lui il tempo non passa mai, tant'è che mia moglie - che ormai ha una certa eta (come tutti d'altronde, neonati compresi) - vuole sapere da chi è andato a rifarsi il lifting. Secondo: per colpa sua aumenta la disoccupazione nel mondo, dato che ruba un posto di lavoro ad un povero terrestre che potrebbe fare il commesso nei negozi InSip!
Voi mi chiederete: "Ma come fai a incontrare E.T. su un'astronave se ormai lavora sulla Terra?" Bè, quando me lo chiederete vi risponderò. Comunque, come avrete già capito, io non mi trovo a bordo di un'astronave ma all'interno di una bara.
Ebbene sì! Avevate ragione voi! Ma non volevo che lo deste per scontato! E non me ne frega niente se è tempo di saldi!
Vabbè, comunque, tornando a noi (nel caso che voi vi foste allontanati un momento per bere, aprire la porta, o fare qualunque altra cosa). (Non giustificatevi! Sono cose che succedono, lo so benissimo!)
Eh sì! Perché noi creature fantastiche, generate dalla fantasia degli scrittori (il mio non deve essere tanto a posto, visto che non mi fa mai arrivare al punto, se non alla fine di ogni frase. Ecco, guardate un po' cosa mi fa dire!), viviamo in voi, nella vostra mente, quindi seguiamo tutte le vostre mosse, tutti i vostri pensieri... passo per passo, valico per valico.
Comunque mi rendo conto che questo discorso non è molto interessante, soprattutto per chi non è appassionato di montagna.
Va bene, dunque, torniamo alla nostra cassa da morto.(No, non dovete farvi gli scongiuri, è solo un modo di dire, tanto per coinvolgervi! Eh?! Come?! Non volete essere coinvolti? E io vi coinvolgo lo stesso, così imparate!) Allora, avevo cominciato questo racconto evidenziando la stupidita dell'uomo rispetto alla sua proverbiale intelligenza [e in questo senso è proseguito proprio alla grande, N.d.A.]. E naturalmente non ho cambiato idea; anzi, tutt'altro!
Ora tenetevi forte! Quella che vi sto per raccontare è la storia più assurda che abbiate mai sentito. Una storia emozionante, palpitante, elettrizzante. Una storia che vi inchioderà alla sedia (od ovunque voi siate). Una storia che inizia per gioco, un gioco che voi tutti - nonni, papa, bambini - conoscete molto
bene................................................................................................................................................Toc!

Il ragazzino premette il tasto STOP/EJECT sul registratore, e fece saltar fuori la cassetta. La guardò in modo un po' strano: il titolo, "46,5 - IL QUASI-MORTO CHE PARLA", lasciava intendere ad un racconto semi-horror, ma finora di horror ce n'era stato ben poco; anzi, nulla! Sperò ardentemente nel Lato B.
Reinserì la cassetta nel registratore, ma proprio in quel momento la mamma chiamò -- A tavola!!!!! --
"Vabbè," pensò, "la sentirò più tardi."



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