FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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LA PRESA DELLA MATERIA

Gianni Godi




...e la velocità di collegamento modem è di una lentezza esasperante. D'altra parte che cosa, e dachiachi dovrei ricetrasmettere il senso di buio max flusso d'eterno tempo zero?

A dispetto della apparente morbidezza dei cuscini, il punto dove mi pare di esserci, sembra spigoloso, amatematico, però feci faccio farò extra lux appilando miriardoni di grani sub minimali che mi ritrovo qui nel cyberio che pare appartenermi o che comunque mi par di controllare.
Insomma pensando di sottrarre l'influenza dei gravitoni libererei il peso che non sto a dirvi, anche perché dall'esterno caos niente posso ionò attendere, se non il disfacimento della cassa di plastolegno, della fodera di zinco, del muro antipioggia, e che ionò trovandomi in libero dialogo con tutta lei sarei costretto a partecipare al suo risanamento postarcaico modern, insieme alle teorie di corpi protesi verso l'oceano di puro sterco, già sufficientemente notabile nonostante il buio che attanaglia la mia struttura viscerale. Or dunque, pretendendo di fare azione più nobile e rendendo minò conto dell'assurdita di tempo a mia disposizione, provo ad introitar minò in casa del governo, con l'intento ambizioso di dar corso alla ricerca del colpevole non solo di certe cose a me successe, ma di tutte le altre in apparente successione.

Ora che ho preso un poco di confidenza con l'ambiente rendo conto che qui il tempo era è distasi molto spazioso di pulviscolo vortex, e i fatti che vi riguardano sono una infima parte di tutto il mosaico-fumetto esistente. Per la verità, se di verità si può parlare, quel che non sono in condizione di percepire, è la smisurata vastità del container tutto preso dai gloss codex, sorta di enimmi adimensionali statici, che provvedono all'informazione di essere vortex di tutte cose, già tutte al presente; parrebbe che fuori di qui, queste si manifestino man mano ai voleri, negli alveoli di tempo inventati da iosì e da voi, poiché da questo posto ora mai no io sento solamente tutto il silenzio, e tutto il fare si riduce a velocissimi spostamenti micronici, e più ionò credo di accorciare la misura al concentro materico più rapido mi sfluscia, anche se ionò certezza. Che ionò sia prossimo al logopunto proibito a voi particole laminari? Che stia finalmante percependo la dimensione terza e quindi ionò concauso e pago la colpa di vuoto vivente?

Di fatto il conchiglio volumetrico manifesta stranezze sotto forma di venuzze pallose che paiono ferme e ritorte sui nulli, e sebbene invoglino al guado e ionò tenti il presente tutto per tutto, mi rimane precluso il trapasso in pienezza totale.

Per cui la speranza di entrare in contatto fusivo con corpuscoli della stessa mianò consistenza appare oltremodo improbabile, anche se l'attrazione sensoria, tipo lastica, a volte l'avverto nel core nucleico; minò giro di uno scatto micronico e vedo, sì stavolta vedovisto il segno di scia che lascia il pico di lux, e avverto il tremore di febbre caldana e lacrimo lampi sonagli neurali rumori turbosi dal midollo degli ossi. Nè prima né dopo mi ripeto ionò, è lo zero che devi cercare, lo zero magrissimo che contiene tutti i ni±os deluxe. Ionò spiego il senso impiegato.

Il principio è un ghiomiglio coeso di fili diolettreci sfrangiato di detriti di luce, ionò in tizero fabbrercio il detector con sensori pelori sensitivi al nonsense, (questa procedura primitiva, casual-atempora, consente di sensuare le cose grumate da inglobare nel codex tizero). In tizero insenso il flusso caotico di tutte le robe che già erano in sempre a motivo del cyberio degli esseri che degenerano lo spazio di tempo. (Provo un soffio di nausea nel vedere l'altezza sferoica; perché fare? per gloria mianò? per il piacio sensorio? per calmare i nervi mieinò?).

Amici, questo è un dunque, fra l'altro non logico, di morte sparente di una colpa insapevole di miodio surrogato in preda al narrotico avanzo nel fermo, appunto appare alquanto perplesso il lettore di dati giù di lì tutti pronti, mica in sequenza, come il vostro criterio vorrebbe, bensì in glomèri artinessi con lattice atonico. Adesso da questo microbico loculpasto anoressico, virtualmente arciricco di specchi riflessi, non è facile dare la spiega al dettaglio degli abbagli che per voi ciò comporta, anche perché i moti apparenti della spuma energetica briga fuori corso il vostro corpo, e il vostro acume mini iperversale a malapena comprende i suoi limiti.

Orbene, la mianò fermezza nel progredire verso la meta sempre inadempiente, qualora codesta non sia in grado di commemorare la propria gloriosa stupidita, chiede il massimo impegno e la comune attesa al vertice nel vasto consenso che assorbe l'oggettività doverosa a garanzia della vitalità per tentare di risolvere la patologia espressa dai colori ancestri; si deve prendere atto e trarre il dovuto conquibus dalla limpia volontà della massa trimensionale, pena la caduta nella penuria laminare, landaflatta munita di sensori di paura standard, orgoglio insensato di colpa degli scarsi figuri precessi.

Pensonò che fatto detto, abbia acclarato la futura scena, peraltro clamabile a piacimento da voi nauti iperici di rete luxoria, ipertrofici prostrati al cospetto di.

E veniamo all'idea delle colpe evocate. La mianò invidiabile situazione casual, anche se ionò ben comprendo, pare sia dovuta ad alcune diversità riscontrabili nei minuscoli nucleoni del riquadro precedente, rispetto ai pur rispettabili nucleoni della madre dei pesci, tanto per citare un caso di fluidità vital-dipendente, senza chiamare in causa le pretese colpe pregresse.

Da lì prese le mosse il riquadro dopo dopo: si riscontra l'inizio fortuito già prima di versi in dentro la matre energa di tutto non so, sì, mi si volle, per giunta già ero inscritto nel codex busillis di prima.

Allora che c'entro ionò?
A chi serve cercare il senso in fuga di scampo dall'inchiodo del tempo iperverso invenzio di boh?

E il nesso con ieri all'incrocio?
Il semaforo verde per me sì sulle zebre un po' lerce di piscio oleander. Fu un golpe neurale con il volvo del pirla cagato dal destino dei codex lì per lì evocato da chi?
Un dolo tremendo breve quanto uno spiro del mio enimma. Giusto un embolo.
Una stoppa misflussa i chemistri al mio cyber.

Per spiegare la genesi di tutte le colpe, le colpe di tutti, basta che ognuno segua con intelligenza, la stessa illogica root, servendosi in questo caso del proprio codex coincidio.

Perdinci, lo scordio cervicale! oraieri, uscendo di casa per finoqui, ho lasciato in connection il modempici, non ricordo alla rete di.



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