FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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APPELLO

Anna Maria Angelitti




"IDDIO EBBE APPETITO" e provvide subito a soddisfare una delle funzioni primarie che servono al nostro organismo per sopravvivere.
Questo IDDIO a noi cosi vicino, ma a noi cosi sconosciuto, si recò, durante l'intervallo dei lavori per la creazione del mondo, nella trattoria situata presso la località "PANTANO" in Civitavecchia.
Sedutosi ad un tavolo, della trattoria "LACRIME di SANGUE", consultò la lista ed ordinò: pane casareccio, vino, aringhe, rape, formaggio.
Il Vescovo di Civitavecchia, emozionato ed allarmato per questa Divina presenza, corse repentinamente a "PANTANO" per vedere da vicino IDDIO, creatore del cielo e della terra ma, non lo trovò.
Trovò invece un uomo quasi brillo e tacque.
Vicino a lui, seduti allo stesso tavolo, alcuni giovani provenienti da vari continenti, disorientati, tristi e sfiduciati.
Il mondo che, l'uomo chiamato Iddio, aveva creato con tanta fatica e con tante speranze e che sarebbe dovuto diventare un mondo sano, onesto, libero, con eguaglianza sociale, senza povertà, senza guerre, senza mafia, senza droga, senza usura e senza violenza, è retrocesso, invece come agli albori, divenendo "incerto e sospeso".
Incerto e sospeso perché EVA e ADAMO, mangiando la mela deliziosa della Val di Non, ci hanno portati a perdere tutti i diritti acquisiti per vivere felicemente e senza mali.
Quali mali?
Naturalmente quelli che i potenti, sensibili solo al Dio denaro, ci hanno procurati.
Dopo varie traversie e accuse, i potenti, sono riusciti nel loro diabolico intento ad affossare anche Tonino Di Pietro. Che balordi!
Caro amico Iddio, sono amareggiata, incredula e condanno tutti coloro che non rispettano la giustizia e mi scuso con te se scendo a descriverti alcuni miei particolari privati.
Li descrivo perché ritengo che i miei mali siano comuni a molti.
Ultimamente, precisamente in data 14/07/95, è stata emessa, dopo otto lunghi anni, la mia sentenza di separazione per colpa dal tribunale civile di Roma in nome del popolo italiano e caro amico Iddio posso assicurarti che, tra le righe di questa sentenza vi sono notevoli inesattezze e te ne cito due eclatanti:
-sono divenuta improvvisamente (per grazia ricevuta), proprietaria di numerosi immobili e che dovrò individuare celermente.
-Poi, l'abitazione familiare di Roma, sita nel quartiere Nuovo Salario è stata assegnata al signor............. ex mio marito.
Gli illustrissimi tre giudici che hanno emesso la sentenza, si sono dimenticati di informarsi che, alla data 14/07/95, la casa su citata era già stata venduta dai miei figli da circa due anni.
Le conseguenze di questa grave dimenticanza chi favoriscono caro amico Iddio?
La lista dei disonesti che si trova a Montecitorio oppure la lista degli onesti che si trova sul monte Golgota?
Come spieghi, caro amico Iddio, quanto accaduto?
Ti sembra che tutto sia avvenuto secondo le regole dell'onestà?
Amico Iddio a questo punto, emana nell'etere questo mio appello affinché la corruzione venga eliminata.
Confido in te e sono certa che questo mio desiderio sarà da te esaudito e la parola "corruzione" potrà essere eliminata dai nostri vocabolari e dal nostro linguaggio.
Caro amico Iddio quanto ti chiedo è, utopia?



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