FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it
CLIENTI
Massimiliano Dernini
Iddio ebbe appetito. Prese la lista e ordinò aringhe con le rape, formaggio due o tre fette di pane casereccio e mezzolitro.Fu sazio e di buon umore.Chiese il conto e assieme gli portarono una grappa della casa. Uscì che non era proprio brillo ma quasi.Intorno a lui tutto il creato fremeva di contentezza per come si erano messe le cose quel giorno.Iddio si guardò intorno soddisfatto,ruttò con energia e si predispose al suo solito,gravoso lavoro.L'universo tacque in ascolto: si era agli albori del mondo,tutto era incerto e sospeso.
Alzò un braccio, come un direttore d'orchestra, ma quel semplice gesto gli procurò una fitta acutissima. Non avrebbe saputo dire dove di preciso, ma non aveva importanza.
Il fatto era che il dolore fisico, quelle poche volte che l'aveva provato, gli aveva sempre rovinato le giornate. Non gli piaceva per nulla.
Mettersi al lavoro in quella condizione di spirito non gli parve opportuno, così optò per un diversivo.
Tirò fuori la tessera telefonica, entrï nella cabina e compose un numero.
-'Ontoo..!?-
-Pronto. Ciao, sono Iddio.-
-Oh, 'iao. 'Ome va?-
-Bene. E tu?-
-Eh, 'uarda, un 'asino.-
-Senti aspetta un attimo.- Guardò un momento la cornetta, la impugnò come un martello e la battè con decisione contro il vetro della cabina. Due, tre volte. Fuori dalla cabina una famiglia di passeri che faceva il bagno di sabbia si spaventò e volò via. -Oh, ecco. Stavi dicendo?-
-'Olevo 'hiamarti io.-
-Ma come parli? Pensavo fosse il telefono!-
-E' 'sto 'oso 'he c'ho in 'occa!-
-Che coso?-
-'Ome, 'on lo 'ai?-
-Che cosa?-
-Ti 'icordi 'uel 'osto dove 'iamo stati a 'angiare 'ettimana 'corsa?-
-Mmh... Ah, sì! Ne sono uscito adesso: passavo di qua e sono entrato a farmi un boccone.-
-'TTENTO! T'avvelenano! Mi 'ono spaccato 'ue denti: 'uei funghi 'aledetti...-
-Te l'avevo detto che il sugo alla cacciatora non c'entra niente con la cucina pugliese.-
-'zzo 'e ne 'rega della 'ucina 'ugliese!-
-Oh, oh, calmo...-
-Eh, 'almo! Sai 'uanto starò in 'allo con 'sto 'oso in 'occa?-
-Cavolo, una bella rottura...A proposito: ti ho chiamato proprio perché appena fuori m'è venuta una fitta tremenda alla pancia.-
-Ecco!-
-Ma dai, vedrai che non c'entra niente. Lascia perdere. Come sta il Signore?-
-'e lo 'asso.-
-Pronto?-
-Ciao. Sono Iddio.-
-Ciao. L'hai sentito?-
-Sì. A momenti gli ridevo in faccia.-
-Anch'io, ma non farlo: è furibondo.-
-Cos'è 'sta storia dei denti?-
-Sai quel posto...-
-Sì, sì. Sono qui davanti.-
-Eh, quel sugo... Gliel'avevi detto, tu.-
-Appunto.-
-Comunque, guarda, io quella notte l'ho passata tutta in una stanza che non è quella da letto.-
-Come?-
-Uno schifo. Eppoi un dolore al piloro...Tremendo!-
-Uh, la madonna..!-
-Anche lei, anche lei...-
-No, no, intendevo...-
-Ah, ho capito. Beh, comunque è stata male anche lei.-
-Miseria!-
-Due palle: sai come si lamenta quella.-
-Mmh. Pensa che anch'io adesso ho un dolore strano...-
-Magari t'abbiamo influenzato.-
-No. Anzi avevo chiamato per quello. L'avevo prima di telefonare. Adesso sono un po' preoccupato.-
-Eh, vieni qui che ti diamo qualcosa.-
-Magari faccio un salto...-
-Dai. Senti già che sei lì, sistema tutto.-
-Come?-
-L'hai sentito, Dio. E' nero.-
-Vabbè, cosa c'entra? E' la prima volta che succede...-
-Eh no, non ci sente. Gliel'ho detto anch'io, ma sai com'è...-
-E la cucina cinese?-
-Quella fa schifo anche a me!-
-E quella messicana? E francese?-
-Senti fammi un piacere, se no poi obbliga me a venire fin lì. O magari torna lui e fa un casino.-
-Guarda che ha un carattere...-
-A chi lo dici, io ci vivo insieme. Tocca tenerlo. O li ammazzi da piccoli...-
-Va bè. Ci vediamo poi, allora.-
-Sì, ciao. Grazie, eh?-
-Niente, niente. Ciao.-
Uscì dalla cabina. Si guardò intorno, inspirò a fondo l'aria frizzantina. L'universo si rimise in attesa, impaziente di conoscere la prossima mossa. Un passero sputò un sassetto dal becco. Iddio osservò l'insegna proprio davanti a lui, dall'altro lato della strada:
"Da Bice e Peppo. Trattoria pugliese" tirò un sospirone, chiuse gli occhi e schioccò il medio e il pollice della mano destra.
Niente.
-Mezzolitro e grappa-, pensò. -Peccato.-
Richiuse gli occhi, si concentrò, schioccò di nuovo le dita. E la luce scomparve.
ATTENZIONE! Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.