FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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L'OSPITE

Elena Lupoli




Niente da fare. No fame no sete. Finito di contare.
Aveva vergato quelle parole in fretta, sul blocco degli appunti che riportava uno ad uno i fallimenti della giornata.
Dallo spioncino ogni 10 minuti osservava la situazione all'interno; ma il cibo per terra, su un vassoio tondo, era sempre lì, e l'immobilità che pervadeva la stanza la diceva lunga sui movimenti dell'"ospite". L'avevano trovato nel bosco di Chesterside, a poche miglia dalla base. Sembrava terrorizzato. Almeno, questo percepivano dalle vibrazioni.
L' "ospite" muoveva la sommità del corpo con un rapido dondolio. L'aveva osservato con attenzione e ne aveva ricavato l'idea che stesse contando. Cosa, era impossibile dirlo. E ora anche quel movimento frenetico era finito. Le particelle di pulviscolo fluttuavano con gravità all'interno della stanza insonorizzata. Richiuse lo spioncino.
Non aveva mai visto niente di simile, prima. Quel colore rosa pallido, quella fragilità evidente, (lo avevano punto con un ago sottile e subito era uscito del liquido viscoso e denso), quei lunghi fili neri che gli coprivano la sommità del corpo... era decisamente inclassificabile. Ma il capo dell'organizzazione era stato chiaro: "Non possiamo perderci troppo tempo. Lo sai, ci hanno tagliato i fondi per la ricerca. Voglio una risposta entro oggi". E così era dalla mattina che si sforzava di capire. Aveva iniziato diversi esperimenti, ma si era sempre ritrovato al punto di partenza. Tirò fuori la foto della famiglia che lo aspettava a cena, (ormai sicuramente era fredda...).
Guardò uno per uno con affetto, prima i tre figli, poi la moglie; accarezzò con lo sguardo le loro membra verdi, i loro grandi occhi neri. Gli venne fame e questo gli fece venire un'idea. Dopotutto che gli importava dell'ospite? Il capo voleva una risposta, e lui gliel'avrebbe data. Magari sarebbe pure diventato famoso.
E così prese la scheda per la relazione, e vergò pochi segni.
Soddisfatto si alzò, spense la luce ed uscì. Consegnò la scheda all'usciere. Fuori il cielo si era fatto marrone, striato di giallo. Sorrise, e tirò un gran sospiro "Bene. Domani sarà una bella giornata!". Nel frattempo l'usciere, incuriosito dalla novità del giorno, non riuscì a resistere alla curiosità che la novità di quel giorno gli aveva scatenato dentro. Così, appena solo, non riuscì a resistere e aprì la scheda. Dentro si leggeva:
BUONO DA MANGIARE. FORSE.



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