FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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IL TAGLIAERBE
Claudio Spina
Ho paura dei bambini. Li ho visti scendere per il viottolo con i berretti bianchi accompagnati da una signora che portava una valigia, sono i nipoti della padrona di casa.
Ho fatto un balzo sul muretto e la signora, passando, mi ha carezzato con un sorriso. E' sempre molto gentile con i gatti. I tre bambini la seguivano e si davano degli spintoni di soppiatto, ridendo. Sono stato a guardarli passare, senza muovermi. Volevo vederli bene, ma non volevo che loro vedessero me.
Non è un granché vedere un gatto senza coda, e i gatti della zona mi hanno detto che c'è poco da farsi vedere in giro quando ti manca un pezzo di 'sto genere.
Ma stavolta non ho potuto farne a meno. Li ho sentiti uscire dalla porta principale. Li ho riconosciuti dalle voci schiamazzanti e senza pensarci mi sono avvicinato sempre più al viottolo, per vedere meglio cosa avevano nella testa.
Poi mi sono accorto che portavano un berretto e questo mi ha impedito di riuscire a guardarci dentro.
Di solito, gli umani non mi fanno compassione, ma la signora si. Lei è sempre indaffarata dentro e fuori da quella grande casa e quel maschio la rincorre tutto il giorno borbottando sottovoce senza darle tregua; quei bambini poi la inseguono fin dal mattino, bucandole i timpani con i loro sussurri striduli... Beh, mi sembra proprio che sia condannata ad una delle pene più dure che io possa immaginare: sono quasi certo di non averla mai vista distesa su un sofÖ oppure sul prato a darsi una bella stiratina, che, di solito, rimette tutto in equilibrio e fa tornare la voglia di raddrizzare la coda.. L'avessi ancora una coda! Da quando mi manca non sono più un vero pericolo per uccellini e lucertole. E' presto per vederne di lucertole, ma di uccellini, quelli sì, iniziano a becchettare qua e lì nel giardino e sulla veranda, specie quando la signora sventola fuori qualcosa che mi rende così nervoso da farmi scattare su sul muretto. Da lì riesco bene a vedere quando atterrano e, mentre loro si danno da fare zampettando alla ricerca di qualcosa che non ha nessun odore, io riesco solo a sentire quanto deliziosa sia la scia di profumo che le loro ali lasciano sulla mia strada. Ormai gli uccellini si precipitano in gran numero, perché hanno imparato che io dal muretto li guardo, mi accovaccio, rimango immobile e poi, come un fulmine, mi avvento. Ma finisco sempre nella fontana. E' terribile non avere più la mira di un tempo... e odio finire dentro la vasca. Tanto più che i pesci sono tutti morti da quando ho visto che i bambini versavano nell'acqua quella roba puzzolente.
Quel giorno lì ho sentito molto bene la voce della signora e anche quel maschio deve averla sentita bene perché ha subito spento il tagliaerbe e le è corso incontro.
Io ho capito all'istante che c'era qualcosa di strano, ma la voce della signora era talmente nuova ed insolita che mi ha fatto scattare e dirigere verso di loro. Mi sono fermato e seduto, all'erta, perché la puzza mi impediva di proseguire, e ho sentito di nuovo il rumore del tagliaerbe.
In realtÖ, io avrei voluto avvicinarmi alle gambe della signora, per strusciarmi perché lei urlava sempre più forte e mi guardava, allora io non ho resistito e veloce mi sono alzato per correrle incontro ma c'era un gran frastuono e qualcosa di pesantissimo da dietro mi teneva attaccato all'erba. Poi all'improvviso ho sentito un bruciore. E mi sono voltato. E ho tentato di spiccare un balzo. E ho visto questa ferraglia enorme che mi ruggiva addosso. E ho sentito i bambini che strillavano ridendo. E un mucchio di fili d'erba mi sono ricaduti sul pelo ricoprendomi.
Poi non mi ricordo tanto bene, devono avere fatto tutto i miei baffi e le mie zampe davanti. La signora è venuta a cercarmi sotto la siepe e, anche se la sua voce era tornata normale, io non volevo saperne di fontane, di puzze, di pesci, di umani, di bambini, e di tagliaerbe. Adesso la signora è sempre molto gentile con me, anche più di prima; è grazie a lei se mi è rimasto questo pezzetto di coda. Loro invece non sono affatto diventati gentili, ridono, ogni volta che mi vedono, e io non so cosa fare; rimango immobile e li guardo, ho paura dei bambini.
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