FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







CONTATTI

Cristian Riccardi




Paolo! Rientra, per favore, urlava nonna Carmela. Lui sarebbe pure rientrato. Stare su un cornicione al settimo piano e soffrire di vertigini non è il massimo della vita. Solo che c'era un problema. Nonna Carmela era morta da un mese d'infarto e l'aveva vista coi suoi occhi quando l'avevano chiusa nella bara.

Ed era proprio su questo che lui contava per attirare l'attenzione delle persone che passavano nella via sottostante. Ed effettivamente si fermavano. Quindi funzionava. Ebbe un sussulto di gioia, che cercò di celare sotto la maschera del suo viso che continuava a recitare la scena. Ma non riuscì ad evitare il piccolo spostamento che la sua euforia, trattenuta a stento, indusse al suo baricentro.
Ed accadde l'inevitabile, proprio quello che temeva e di cui aveva una paura tremenda. Scivolare: sì lui, proprio lui che aveva sofferto di vertigini fin da piccolino e nel momento in cui se la rideva soddisfatto. Tutto precipitò e complice fu sicuramente quell'umidità traditrice che ricopriva con piccolissime goccioline la superficie.
Ci fu un sussulto della folla e qualche urlo. Riuscì a rimanere aggrappato al cornicione maledetto, e le donne emisero un lungo e ansimante sospiro.
I pompieri erano sul posto, perché non si sbrigavano a salire, che diavolo stavano facendo. Mentre i soccorritori salivano alcune donne svennero e l'ambulanza sopraggiunta per lui non gli servì, per fortuna sua, ma portò via le malcapitate passanti. Mentre la sua piccola avventura volgeva felicemente al termine, la gente cominciò a mormorare del suo gesto.
Ormai tutti sapevano da giorni che spettinato e con il volto sconvolto andava in giro a raccontare di come riuscisse a sentire la voce della nonna nella notte, e non riuscisse quindi a dormire. Da qui appunto il suo aspetto trasandato e sofferente che non era sfuggito a nessuno in paese. E nemmeno ai giornali locali che avevano riportato la notizia nelle pagine di cronaca locale, attirando a loro volta la televisione. In televisione avevano anche visto immagini di altre persone che raccontavano di aver avuto le sue stesse esperienze. Tutti in paese si accorsero che lui aveva in qualche modo scatenato un effetto a catena per cui da un po' di tempo sui giornali ed in TV non si parlava d'altro e altre persone con le sue stesse capacità spuntavano come funghi in tutta Italia. Nessuno sospettò la cosa, ed anzi la ritenne un vantaggio per il paesino considerando il notevole ritorno pubblicitario della faccenda.
Ormai non poteva più resistere a questa farsa, avrebbe dovuto raccontare tutto agli amici e ai suoi compaesani. L'avrebbero preso in giro per anni, ma che importava. Aveva ottenuto il suo scopo: verificare il potere della suggestione e dell'emulazione che secondo lui solleticavano il desiderio di protagonismo nascosto un po' in tutti.
L'occasione si presentò la domenica successiva quando il parroco lo chiamò, alla fine della cerimonia, a raccontare le ultime rivelazioni della nonna.
Timoroso e un po' titubante accennò alla verità e tutti cominciarono a schernirlo, lì in chiesa! Non fece nemmeno in tempo a terminare di raccontare i motivi del suo gesto che il parroco lo prese in disparte intimandogli di non rimangiarsi tutta la sua vicenda ora che tante persone avevano affermato di poter parlare con gli spiriti dei morti.
Lui non credeva alle sue orecchie: ora che raccontava la verità nessuno voleva credegli. Gli si presentavano tutti i problemi che aveva pensato di dover affrontare architettando tutta la sua recita. Non avrebbe mai immaginato perciò di trovarli alla rivelazione di qualcosa di plausibile e concreto ma piuttosto al racconto delle voci di sua nonna, di averle parlato e di tutti gli altri particolari che si era inventato.
La disillusione che creò fu tale che nessuno per mesi gli volle più parlare, come se fosse stato un appestato o un pazzo. A complicare le cose vi erano gli innumerevoli sedicenti studiosi di fenomeni paranormali che volevano a tutti i costi raccogliere la sua testimonianza per avvalorare le loro tesi.
Insomma un inferno.
Si pentì molto presto della sua idea geniale, come la considerava prima di quella disfatta. Era proprio in un bel pasticcio. L'unico modo era andarsene. E prese la decisione definitiva quando un giorno si trovò a pregare sulla tomba della cara nonna e delle allegre vecchiette, non vedendolo, scapparono a gambe levate credendo di averne sentito la voce provenire dalla tomba!



ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.