FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it
L'ESPLORAZIONE DELLA V. R.
Simone Casiraghi
Stai dormendo raggomitolata in sogni confusi, quando qualcosa ti s'infila nel profondo e comincia a riportarti in superficie, verso la realtà. Forse un suono. Apri gli occhi. La stanza è in penombra. Ma la luce è sufficiente per capire che questa non è la tua stanza da letto, e questo non è il tuo letto. Cerchi di ricordare cos'hai fatto ieri sera, dove sei stata, chi hai visto, ma la tua mente è vuota. Cerchi con la mano l'interruttore della lampada sul comodino...
, ma non lo trovi, e non trovi neanche il comodino. Tutto è diverso, e non sai come orientarti in un mondo così distante da quello a cui sei abituata. Decidi allora di alzarti e di guardare fuori dalla finestra per cercare di capire dove ti trovi e come sei finita in questo strano luogo. Ma la finestra non si trova dove la cerchi tu, anzi pare proprio non esserci. L'unico raggio di luce sembra provenire da una strana porta, situata all'estremità opposta della stanza, ma non riesci a capire come fare ad aprirla. Ti avvicini lentamente, e mentre la osservi in silenzio, ti accorgi che sulla destra c'è un pannello composto da un tastierino numerico, una fessura per un pass e sette piccole figure poligonali che sembrano costituire un puzzle o uno strano mosaico, del quale non riesci a comprendere la logica che potrebbe permettere di ricomporlo.
Percorri alcuni passi, descrivendo il perimetro della stanza, che sembra avere una forma vagamente ottagonale. Non riesci però a trovare nessun indizio che ti possa permettere di capire come aprire quella porta, anche perché la luce è fioca. Ritorni quindi all'uscio, e cercando di sforzare al massimo le tue capacità logiche, provi a ricomporre quel dannato rompicapo. Dopo alcuni minuti, ti sembra di essere riuscita nel tuo intento: ora al posto di sette poligoni senza significato, vedi davanti a te una forma ottagonale, al cui interno sono disegnate alcune ellissi, su ognuna delle quali si trova una pallina. Tutte queste ellissi hanno un centro comune, dove si trova una pallina più grande. Sicura di aver trovato la logica di quello strano mosaico, ti avvicini al battente destro dell'uscita e provi a spingerlo. Niente da fare. Tutto è ancora come prima. Rifletti ancora su cosa potrebbe rappresentare la figura che hai composto e ti sembra che assomigli moltissimo al Sistema Solare. Improvvisamente ne sei sicura: è il nostro sistema planetario. Ma cosa significa? Che sei stata rapita dagli alieni? Che la tecnologia è progredita improvvisamente e sei stata teletrasportata chissà dove? Che per un motivo misterioso sei finita in un'altra dimensione? No, no, sono tutte ipotesi molto stupide e poco realizzabili. Provi allora a digitare qualche cifra sul tastierino, sperando di indovinare l'esatta combinazione. Dopo numerosi tentativi riesci ad indovinare la complicata combinazione: 9, i pianeti del sistema solare, 3 la posizione del Pianeta Terra, 1, 0, 9 il rapporto approssimato tra il diametro terrestre e il diametro solare. Senti uno scatto e finalmente la porta si apre. Sei rassicurata dal fatto che la Terra ha avuto un ruolo predominante nella determinazione della combinazione, e quindi il posto in cui ti trovi deve necessariamente avere stretti rapporti con questo pianeta, ipotizzando che non ti trovi su di esso. Avanzi lentamente nello stretto corridoio e l'arredamento completamente spoglio, le pareti di un colore uniforme non ben definito, l'assenza di finestre, ti fanno pensare di trovarti su di un'astronave. Ma su un'astronave non c'è gravità, e invece ti trovi saldamente appoggiata al pavimento. Proseguendo per il corridoio arrivi in un'ampia stanza, ben illuminata ed arredata in uno stile molto moderno, tanto che tutto sembra fatto di plastica. Cerchi di parlare con qualcuna delle numerose persone che chiacchierano animatamente fra di loro, ma esse non reagiscono, sembrano quasi non vederti e continuano con indifferenza le loro conversazioni. Allunghi allora la mano destra fino a toccare uno di quegli uomini: all'improvviso tutto sembra fermarsi per una frazione di secondo, dopodiché egli si gira salutandoti e chiedendoti come ti trovi. Tu rispondi positivamente, ma esprimendo il tuo disorientamento. Ti passerà presto, ti risponde gentilmente il signore, è solo questione di abitudine, le prime volte è così per tutti. Ti congedi e ti avvicini a quello che sembra un bancone e chiami l'uomo che si trova a qualche metro da te. Mi dica, comincia subito lui, cosa desidera?; Vorrei qualcosa da mangiare, rispondi tu, ma dopo un altro fermo immagine, che dura questa volta circa due secondi, ti appare davanti agli occhi la scritta: OPTION NOT AVAILABLE.
Leggi questo messaggio, e ti sembra di cominciare a ricordare confusamente qualcosa, di aver già visto molte volte questa scritta, ma non riesci ancora a capire il senso di tutto questo. Pensi che per ottenere qualcosa da questa gente dovresti dar loro qualcosa in cambio, o convincerli in qualche modo che si possono fidare di te. Metti le mani in tasca, in cerca di qualcosa che ti possa aiutare, ma trovi solo alcune strane monete, una penna molto pesante e una tessera d'iscrizione al Club d'Astronomia. Mostri allora questa tessera all'uomo con cui hai parlato all'inizio ed egli ti sorride immediatamente e, conducendoti ad una porta identica a quella dalla quale eri uscita, ti spiega come utilizzarla. La prende in mano, la porta alla fessura e la fa strisciare lentamente verso il basso, dopodiché digita il numero 2771 e ti indica che l'ha letto sulla tua tuta. A questo punto la porta si apre e tu puoi entrare. Percorri ancora il lungo corridoio ed arrivi ad un'altra porta: con il sistema che hai appena imparato la apri senza difficoltà e ti ritrovi all'esterno dell'edificio.
Il cielo è azzurro e solo alcune nuvole color grigio chiaro interrompono quel magnifico spettacolo. Ma c'è comunque qualcosa di strano: anche se il sole è alto nel cielo di fronte a te, il tuo corpo, come ogni altra cosa che puoi vedere, non proietta nessuna ombra, neanche debolissima, e ciò è impossibile, secondo quello a cui sei abituata. Inoltre il cielo è tutto dello stesso azzurro, senza la minima sfumatura, neanche all'orizzonte. Mentre osservi l'orizzonte noti anche che ciò che si vede non è minimamente sfocato, anzi si distingue con la stessa nitidezza di ciò che è ad un metro da te. Sono tutti fenomeni impossibili, se ti trovassi sulla Terra, e quindi cominci a pensare di essere su un altro pianeta. Ma se così fosse, dovrebbe avere la stessa gravità, la stessa posizione e la stessa forma del tuo pianeta: troppe coincidenze. E allora? Cammini verso uno degli edifici che ci sono vicino a te e provi ad entrare dall'unica porta che c'è, utilizzando il solito sistema. Ma la porta non si apre. Tutto rimane immobile. Fai la stessa prova con tutti gli edifici che si trovano su quella piazza, ma ottieni con tutti lo stesso risultato: niente. Sembra quasi che tutto sia incompleto, funzionante solo in parte. Sei disperata, non vedi una soluzione, quando ti incammini verso il limite di quella piazza e descrivendo il suo perimetro ti accorgi che anche questo è di forma ottagonale. Non riesci a comprendere se sia solo uno stile architettonico o se abbia un qualche nesso con la soluzione che stai cercando. Quando cerchi di uscire dalla piazza, però qualcosa ti trattiene, come se lo spazio fosse finito, ma tu vedi benissimo ciò che c'è lì di fronte, anche se ora non è più nitido come prima, anzi sembra composto da tanti piccoli punti quadrati. Ti sembra di conoscere già anche questo fenomeno, ma non riesci proprio a ricordare. Torni quindi all'interno, nella sala dove hai conosciuto qualcuno degli abitanti di questo incomprensibile luogo. Chiedi informazioni sulle coordinate del luogo, ma nessuno sa risponderti e a volte compare ancora la scritta: OPTION NOT AVAILABLE. A questo punto, uno dei soliti blocchi sembra protrarsi per alcuni secondi, quando tutto sparisce, e ti trovi davanti agli occhi uno strano menu, in cui ti viene chiesto di scegliere un luogo. Osservando più attentamente questa schermata, però, noti anche un piccolo pulsante situato all'estremità inferiore destra del pannello sul quale leggi la scritta: EXIT. Sperando di aver finalmente trovato la via d'uscita premi il pulsante, e dopo i soliti disturbi senti delle voci tutt'intorno, delle voci che ti sembra di conoscere, ma tutto ciò che vedi è il buio. Improvvisamente una di quelle voci ti chiama per nome, e a questo punto ricordi tutto. Ti togli allora il casco, la tuta e rivedi lo studio che avevi lasciato, qualche ora prima, per entrare in quel fantastico mondo che è la realtà virtuale. Il progresso è stato enorme, da quando la avevi provata la prima volta, il momentaneo vuoto di memoria contribuisce a creare un effetto ancor più reale e sconcertante, ma ci sono ancora molti miglioramenti da apportare se si vuole condurre questo mondo ad una vera realtà. I pixel che si vedono quando ci si avvicina agli oggetti, le azioni non previste, le reazioni tardive dei personaggi e soprattutto quei blocchi dovuti alla potenza insufficiente dei computer odierni sono tutti particolari da migliorare. Esprimi comunque i tuoi complimenti al direttore della società per essere riuscito a coinvolgerti così totalmente in quest'avventura e lo saluti sperando di ritornare e trovare un prodotto ancora migliore che ti trasporti nuovamente in un mondo sconosciuto, inesplorato, dove tutto è diverso ma dove non può succederti niente, né nel bene né nel male.
ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.