FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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L'ILLUSIONE

Valentina Valerin




Paolo! Rientra, per favore, urlava nonna Carmela. Lui sarebbe pure rientrato.
Stare su un cornicione al settimo piano e soffrire di vertigini non è il massimo della vita. Solo che c'era un problema. Nonna Carmela era morta da un mese d'infarto e l'aveva vista coi suoi occhi quando l'avevano chiusa nella bara.

Arrivò pure a pensare di essere morto, ma non era possibile. Era tutto così reale... compresi quei brividi che gli attraversavano la schiena e che aveva provato solo quando da bambino si era perso su una spiaggia affollata. Ma... un momento: lui si stava per suicidare e... non c'era nessuno!!
Niente pompieri, niente polizia, niente di niente. E non è che non passasse nessuno: caspita, era l'ora in cui tutti uscivano dal lavoro e la strada era superaffollata, ma nessuno che si preoccupasse del fatto che lui stava per buttarsi giù dal settimo piano.
Una voce familiare lo distolse dai suoi pensieri. Era sua nonna Carmela. Già, sua nonna. Ora doveva preoccuparsi di dare una spiegazione anche a questo. Cosa stava succedendo?
Paolo, non farlo. Sai anche tu che te ne pentiresti!. Nonna ma cosa... tu, tu sei morta.
La donna avanzò verso la finestra e con un'agilità sbalorditiva per la sua età (aveva 73 anni, ma soprattutto era morta!) scavalcò la finestra e senza paura andò ad accostarsi al corpo tremante di Paolo. Nonna, ma com'è possibile? Non riesco a capire; Non ti preoccupare, torna dentro e capirai tutto. Paolo però non aveva nessuna intenzione di rientrare; da quando lei era morta tutto gli era andato storto ed era più che convinto che suicidandosi quell'incubo sarebbe finalmente terminato. Mi dispiace nonna, ma ormai ho preso la mia decisione; ti raggiungerò e finalmente anch'io potrò godere della pace che mi spetta; Figliolo, tu sai che la nonna non ti racconterebbe mai una bugia, giusto?, Giusto. Ripensò a quando sua nonna lo sgridava e gli ripeteva questa domanda, assicurandogli che tutto quello che faceva lo faceva per il suo bene. Ti assicuro che se entrassi capiresti tutto subito. La tentazione era forte, ma non poteva abbandonare il suo sogno. Gli scappo' l'occhio su una donna che passava dall'altro lato della strada; sembrava quasi si fosse accorta di lui, perché arrestò il passo. Paolo si alzò in piedi strisciando la schiena contro il grosso cartello vendesi, ma la donna aveva già ripreso a camminare come se nulla fosse.
Continuava a pensare a tutto ciò che gli stava succedendo, senza neanche rendersi conto che sua nonna continuava a implorarlo di rientrare. Oddio... gli era scappato un piede, stava cadendo. In una frazione di secondo si ritrovò appeso al cornicione con le mani, alla bellezza di 25 metri dal suolo.
Sua nonna aveva assunto improvvisamente un'espressione strana, certo preoccupata, ma non quella di una donna che stava perdendo l'unico nipote. Era calma, gli porgeva una mano. Paolo iniziò a provare una paura terrificante, ma anche un irrefrenabile desiderio di mollare il cornicione e farla
finalmente finita. Era comunque finita: sua nonna con la forza di un braccio non sarebbe riuscita a tirarlo su, e lui non poteva stare in quella posizione ancora per molto; sentiva le braccia spaccarsi e a un certo punto sentì svanire il contatto tra le sue dita e la ruvida pietra. Guardò sua nonna di sfuggita e vide che aveva lo sguardo fisso, perso in un'espressione calma. Stava precipitando: sentiva l'aria sulle sue nude braccia, ma era tranquillo, si avvicinava sempre di più e finalmente...
Rimase immobile qualche minuto; meditò prima di aprire gli occhi. Si chiedeva dove si sarebbe risvegliato: in un angelico paradiso o in un terribile inferno? Torturato dalla curiosità aprì gli occhi.

Era sconvolto. Era sul luogo in cui non avrebbe mai voluto trovarsi. Il marciapiede che sottostava al suo palazzo. Vide sua nonna che lo fissava dalla finestra, ma lo colpì l'incredibile indifferenza della gente. Si alzò e iniziò a correre all'impazzata sulle scale arrivando davanti alla sua porta d'ingresso.
Lentamente girò la maniglia, entrò nella cucina e si diresse verso la finestra della camera da letto, ma
sconvolto si accorse che l'unica presenza umana nella stanza era il suo corpo senza vita sdraiato sul letto. Improvvisamente capì. Comparve sua nonna: Non volevo lo scoprissi in questo modo... mi dispiace.



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