FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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L'OPERAZIONE

Massimo Pianigiani




Stai dormendo raggomitolata in sogni confusi, quando qualcosa ti si infila nel profondo e comincia a riportarti in superficie, verso la realtà. Forse un suono. Apri gli occhi. La stanza è in penombra. Ma la luce è sufficiente per capire che questa non è la tua stanza da letto, e questo non è il tuo letto.
Cerchi di ricordare cos'hai fatto ieri sera, dove sei stata, chi hai visto, ma la tua mente è vuota. Cerchi con la mano l'interruttore della lampada sul comodino...

..., ma invano.
Ti accorgi ora di avere una fastidiosa emicrania, probabilmente causata da qualche cosa che hai fatto ieri sera.
Lentamente e contro la tua volontà, il sonno ricade su di te, facendoti sdraiare sul letto; per un istante un bagliore di luce, proveniente da quella che pensi sia una finestra, ti dà la certezza che sei in un luogo a te sconosciuto, ma ignori ancora perché ti trovi lì.
Istintivamente cerchi di alzarti per cercare una luce o una porta, ma tutti i tuoi muscoli sono ora paralizzati. Nello stesso istante senti delle voci provenienti da un corridoio vicino; vedi degli uomini entrare nella stanza dove ti trovi e, ridendo, si dirigono verso di te.
Cerchi di dire qualcosa, ma quando apri la bocca per urlare ti accorgi tuo malgrado di essere anche muta.
Gli uomini che hai di fronte indossano un camice bianco e questo ti fa pensare che siano dei dottori ma più ti si avvicinano, meno ti sembrano umani.
In faccia hanno delle mascherine, ma queste non ti impediscono di scorgere un naso praticamente inesistente, una testa più grossa e più ovale di quella umana e due occhi molto grandi ed incavati nella testa. Terrorizzata, svieni.
Al tuo risveglio ti guardi intorno, muovendo solamente gli occhi: il mal di testa è completamente passato, ma al ricordo di quegli esseri ti viene la pelle d'oca.
Ora non li vedi, ma nonostante la tua paralisi riesci a sentirli. Alla tua destra c'è un mobiletto contenente attrezzi chirurgici, mentre alla sinistra c'è un lettino simile al tuo, con un lenzuolo bianco che copre il corpo sottostante: che sia la fine che ti aspetta? Rabbrividisci all'idea. Sopra di te è accesa una grande luce, che illumina la testa e il corpo, lasciando in penombra gli arti.
Quegli strani esseri ti si avvicinano, praticandoti un taglio lungo il ventre. Il dolore che provi è pazzesco, ma non riesci ancora a gridare. Sai che non ti è stata fatta alcuna anestesia, ma stranamente dal tuo corpo sventrato non esce una goccia di sangue.
Con un piccolo trapano ti tagliano lo sterno in modo tale da aprire la cassa toracica ed arrivare agli organi vitali.
Con un colpo di bisturi ti staccano i polmoni dal resto del corpo, un riponendoli in un contenitore di azoto liquido.
Ormai sei convinte di essere morta e, chiudendo agli occhi e resistendo al dolore, aspetti l'ultimo attimo della tua vita; ripensi alle cose che avresti potuto fare e alla tremenda fine alla quale non potevi sottrarti, e questi pensieri ti fanno scendere una lacrima.
Stupefatta, ti accorgi di essere ancora viva: ma quei mostri non sembrano avere una briciola di pietà, e continuano la loro operazione, estraendoti il cuore.
Alla vista del tuo organo ancora pulsante nelle mani del chirurgo, provi un grandissimo senso di paura e orrore: emetti un urlo più forte che puoi, e ti accorgi che la tua voce si sente ancora.
Uno di loro ti fissa negli occhi: non avevi mai visto uno sguardo così terrificante. Svieni.
Al tuo risveglio noti che qualcosa è cambiato: attorno a te ci sono persone normali, i tuoi amici, molta altra gente che non conoscima che in fondo ti somiglia.
Guardi dritta davanti a te. Sul grande schermo c'è una ragazza sul lettino, alla quale stanno facendo un grosso taglio...



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