FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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LA VIAGGIATRICE

Mattia Galli




Stai dormendo raggomitolata in sogni confusi, quando qualcosa ti s'infila nel profondo e comincia a riportarti in superficie, verso la realtà. Forse un suono. Apri gli occhi. La stanza è in penombra. Ma la luce è sufficiente per capire che questa non è la tua stanza da letto. Cerchi di ricordare cos'hai fatto ieri sera, dove sei stata, chi hai visto, ma la tua mente è vuota. Cerchi con la mano l'interruttore della lampada sul comodino...

Lo hai trovato. Lo premi...è diverso da quelli che usi di solito. Una strana luce gialla rischiara la stanza. Ti è sempre meno famigliare. Dalla finestra entra un bagliore rosa. Scosti la tenda che la copre, è fatta di uno strano materiale morbido e lucido. -Merda! L'ho fatto ancora...-Sono le prime parole che pronunci vedendo lo scenario irreale che ti si presenta davanti. Ormai ci sei abituata. Sei quella che nella tua associazione chiamano Viaggiatrice, una che ha il potere di viaggiare nei mondi paralleli. Ti è capitato altre volte che nel sonno, durante gli incubi di perdere il controllo del tuo potere e ti ritrovi in altri letti di altri mondi. Il problema ora è tornare a casa: devi conoscere il nome della località di partenza per determinare l'arrivo. Ti devi decidere ad uscire da questa stanza. Per fortuna è notte e non c'è in giro molta gente.
Sei fuori dalla porta. Scendi delle scale piuttosto fragili... scricchiolano sotto il tuo peso. Sei davanti ad una porta, la apri e ti trovi di fronte un abitante di questa dimensione:è spaventoso! Un mostro terribile! Urli di terrore. La creatura urla di terrore in una lingua che non conosci e scappa via. Perché stupirsi? In fondo qui la creatura mostruosa sei tu ai loro occhi. Devi allontanarti in fretta. Potrebbero arrivare altri di quegli esseri ed il tuo cuore non reggerebbe. Peggio. La creatura potrebbe tornare con dei rinforzi per farti la pelle. Corri via per strade che non conosci ma che ti sono famigliari in qualche modo. E' sempre così: le dimensioni parallele si somigliano in qualche modo per la disposizione degli edifici e delle strade. Devi aver già visitato la gemella di questa, solo che era più normale. Corri e ti trovi in uno spazio ampio circondato da edifici di marmo grigio e pavimentato con lo stesso materiale. Non c'è comunque una qualsiasi cosa che ti possa riportare a casa. Non una scritta, un cartello o un manifesto che tu possa usare come riferimento: sono tutti stupidamente decorati con delle foto che non puoi usare per capire dove sei. Ci sono dei mostri meccanici ai bordi delle strade. Guardi meglio: sono mezzi di trasporto colorati con cattivo gusto e con una linea assai peggiore. Voci. Si avvicinano. Ti nascondi. Non cercano te. Quattro di quelle creature, si somigliano tutte, se non fosse per il colore della pelle sarebbero irriconoscibili, salgono su uno di quei mezzi mostruosi. Il mezzo ora fa un rumore infernale, poi parte. Man mano che si allontana riesci a sentire di meglio i rumori che ti stanno intorno.
Trovi un vecchio mantello nel vicolo dove ti sei rifugiata, lo prendi e ti ci avvolgi: così passerai inosservata. Cammini. Incontri una di quelle creature ed il tuo travestimento funziona, non ti nota. Ti trovi di fronte ad un edificio imponente ora. Più grande degli altri. Vanno e vengono delle creature. Vai all'interno. Vedi un uomo sanguinante appeso a due travi. Vedi quegli esseri in sua adorazione. Fanno strani lamenti. Ti guardi intorno. Le pareti sono piene di statue mostruose e di parole che non riesci a pronunciare. Niente che ti possa riportare a casa. Intanto il rito continua e cominci a pensare seriamente che questa sia una razza con usanze barbare. Esci da quel luogo e cammini di nuovo per le strade di marmo così strane e famigliari. Dove le hai già viste? Non te lo ricordi, ti sforzi... niente. Sapendo le coordinate della dimensione gemella basterebbe invertirle per avere l'esatta posizione di questa. Purtroppo non ricordi. Hai bisogno di una mappa della città per decifrare i simboli che formano le costruzioni: questo sarebbe un altro modo per trovare la via d'uscita. Non ci sono mappe. Questa dimensione non deve conoscere i Viaggiatori, nelle dimensioni dove li conoscono ci sono mappe con i simboli pretradotti per farti tornare subito a casa. Questa razza è davvero barbara ed ignorante. Continui a camminare. L'erba di un colore che non è il suo, l'acqua dei fiumi e persino la luna sono fuori posto. Le strade sono sporche e piene di sacchi di immondizie. Continui a camminare. Tutta la notte non ti sei fermata. Ma ora uno strano sole arancione sta sorgendo. Ti nascondi in un vicolo. Non puoi farti vedere in giro di giorno: verresti scoperta. Ti accorgi per la prima volta che qui fa più freddo che nel tuo mondo. Ti metti a dormire nella penombra del vicolo. Ne hai bisogno.
Ti svegli. Guardi intorno il paesaggio irreale. Poi ricordi dove sei. Cosa devi fare. Mediti su quello che vuoi fare e su ciò che hai fatto. Non trovi tuttavia una soluzione. Il buio è sceso. Inesorabile. Il silenzio avvolge di nuovo il paesaggio da incubo. Ti sistemi il mantello. Riprendi la tua ricerca. Per prima cosa guardi nei bidoni delle immondizie. Di solito la gente getta nelle immondizie degli indizi che servono ai Viaggiatori. Una cosa che ti ha insegnato questo mestiere. Anche se alle volte ti domandi perché la natura ti ha dotato di questi poteri. La ricerca è finita... niente. Nessun indizio. Un altro punto per questo posto. Quanti te ne ha fatti? Hai perso il conto. Devi deciderti a fare un corso di autocontrollo quando torni a casa. Se ci torni a casa. Uno di quei corsi che ti fanno rendere conto delle tue potenzialità e ti insegnano a sfruttarle. Intanto anche il silenzio è sceso. Inesorabile quanto il buio. Esci dal vicolo e ti aggiri per le strade deserte. Cerchi una via per tornare a casa. Trovi figure inutili. Trovi parole incomprensibili. Cerchi un palazzo che sovrasti la città. Non c'è. Non lo vedi. Se solo potessi volare o arrivare così in alto da vedere i disegni degli edifici... non c'è modo.
Questo mondo non conosce razze diverse. Queste creature ignorano la presenza di mondi che si sviluppano in parallelo al loro. Forse ignorano pure l'esistenza della dimensione più vicina alla loro: la gemella. Se solo ti ricordassi la sua locazione esatta... saresti ad un passo da casa. Invece sei qui. Bloccata. Sola. Abbandonata.
Un'idea ti balena in testa. Sotto la città ci deve essere un centro di ricerche sul paranormale. Nella gemella c'era e due dimensioni gemelle si sviluppano parallelamente. Se si crea una cosa in una si crea un suo simile nell'altra. Non puoi chiedere dove sia. Non parli la lingua di questa razza. Puoi solo ricordare. -Ma dove cavolo era?-Non sai. Non ricordi. C'è una sola soluzione: girare tutta la città! Ci vorrà tempo. Ci vorrà fatica. Ma vuoi tornare a casa.
Cammini per le strade. Corri in quelle che ti sembrano famigliari. Metti le ali ai piedi in quelle che ti sembrano esatte. La notte passa. Tu hai trovato l'ingresso. Non sai come aprirlo. Decidi di aspettare. Prima o poi qualcuno entrerà. Meglio se prima. Sei impaziente di tornare a casa.
Passano le ore. Passa il giorno. Arriva un'altra sera. Finalmente qualcuno entra. Ti avvicini. E brontoli:-Voglio tornare a casa...-una voce con un pessimo accento risponde nella lingua universale delle dimensioni:-Vieni con me.-Ti fa entrare. Ti siedi. Insieme a te ci sono altri Viaggiatori. Ti accolgono come la nuova arrivata. Chiedi. Ti informi su quanti posti hanno visto. Parli della tua vita. Delle tue avventure. Scopri. Scopri cose che non dovresti scoprire. Qua sotto c'è gente che ci rimane da anni. Non sono in grado di aiutarti qui. Ti possono solo ospitare. Scopri che gli uomini qua sotto non sanno parlare la lingua universale delle dimensioni, la Lingua del Tempo, sanno solo alcune frasi che hanno imparato da quelli là sotto. Ci vorrà ancora tanto tempo prima che possano parlare correttamente. La notte è scesa di nuovo. Tu esci ancora per cercare una via d'uscita. Ti trovi di nuovo immersa nel paesaggio da incubo. E' terribile al solo vederlo. Tutte le volte che apri gli occhi te lo ritrovi davanti. Ti fa vedere che sei bloccata li. Senza via d'uscita. Per ora. Non vuoi arrenderti.
Trovi ancora futili oggetti la tua ricerca è vana. Guardi all'interno della finestra di un locale. Una delle creature si sta sgolando su un cubo rialzato. Altre si agitano al centro della stanza. Il rumore che accompagna tutto ciò è terribile. Sembra che le creature stiano ballando. Ma il rumore è tale da spingerti ad allontanarti dalla finestra.
Regna ancora il silenzio più in là nella strada. L'atmosfera cupa del cielo ti ricorda i tuoi sogni prima di svegliarti in questa dimensione. Tremendi. Come la luna bianca, Troppo bianca che ti guarda. Dal cielo il suo pallore rende ancora più temibile e spaventoso il paesaggio.
Le case di marmo ti circondano. Ti nascondono ora la luna. Ma il suo pallore rimane. Ti dice Ricorda che non sei a casa. Casa. E' il posto dove ti senti bene. E' il posto dove sei ben accetto. E' il posto dove sei sicuro. E' un posto dove conosci tutto. Di cui sai tutto. Non è questo posto. Non è il posto dove conosci i nomi degli oggetti ma non come sono fatti. Non è qui. Devi andartene o impazzirai.
Ti senti stanca. Non hai dormito. Ti vedi riflessa in un vetro sporco. Hai l'aria affaticata. Ti celi meglio nel mantello. Continui ad avanzare. Un orologio con strane lancette e diviso in modo incomprensibile segna un'ora di cui non sai il nome. Non la sai leggere. Ma l'orologio suona delle note cupe che ti fanno pensare alla morte. Continui ad avanzare. Arrivi ancora davanti a quel centro dove non ti sanno e non ti sapranno aiutare per molto tempo. Superi anche quel luogo... pensi a casa.
Hai girato tutta la notte. Il sole. La cosa che gli somiglia, almeno. Insomma quel coso sorge. Se così si può dire...
Cammini per un po', ancora. Poi vedi un miraggio. Una bancarella. Delle carte sulla bancarella. Carte di città. Ne prendi una. La creatura urla. Non la ascolti e te ne vai.
Rifugiata in un vicolo apri la carta. Finalmente gli edifici. Vedi le forme. Sono complicate da tradurre. Davvero complicate. Hai bisogno di appunti. Usi un pezzo di terra per scurire le parti che ti interessano. Trovi il codice e lo disegni sul retro della carta.
Puoi tornare a casa finalmente. Prendi il medaglione dal tuo collo. Scrivi il simbolo sul muro. Grande abbastanza da passarci. Scrivi le coordinate della tua dimensione. Il portale infradimensionale si apre. Lo passi. Sei a casa. Ti rechi alla tua associazione. Spieghi cos'è successo. E l'esperto ti dice dove sei stata: pianeta Terra, quadrante LX822, coordinate 34028/500.
Terra. Strano posto. E' invece così bello rivedere la luna blu, la pelle arancione di tutti gli abitanti, un unico occhio tondo sulle facce, le corna che escono da sopra le orecchie e le case che levitano in marmo arancione.



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