FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it
UN TRANQUILLO POMERIGGIO DA CANI...
Valentino C. Sani
L'uomo stava appoggiato allo schienale della panca, sul tavolo aveva lasciato mezza bottiglia di vino, un poco di formaggio nel piatto e qualche pezzo di pane. Nel locale c'erano pochi avventori e l'oste era scomparso dietro una tenda, forse in cucina. Una finestra era aperta e il vento caldo entrava carico di polvere e sabbia. Dall'altra parte della strada le facciate delle case brillavano al sole: sotto un portico alcuni bambini giocavano diversi giochi tutti insieme, andavano in bici, calciavano un pallone, accudivano bambole, si rincorrevano. Una bambina giocava a stendere il suo immaginario bucato. Sua madre, tre piani sopra, stava invece stendendo nella canicola il bucato vero.
Ad un tratto, la calma placida di quella giornata uguale a tante altre venne violata dall'arrivo di una grossa motocicletta rombante.
Si fermò davanti al bar e ne discesero due giovanotti. Uno biondo, alto, dagli occhi chiari e gelidi. L'altro di tipo mediterraneo, tarchiato e robusto, la pelle abbronzata.
Erano vestiti con completi di jeans, pantaloni e giubbotto. Ridevano a voce alta e avevano tutta l'aria dei bulli di periferia. Entrarono nel bar e si sedettero ad un tavolino vicino alla porta.
Appoggiarono i loro caschi luccicanti e si misero a fumare. Nel locale tutti si erano zittiti e stavano a guardare i due nuovi venuti.
- Avanti, nonno, portaci da bere! - ordinò il primo.
- E anche qualcosa da mangiare - aggiunse il biondo.
I due restarono per un po' tranquilli ad attendere la loro ordinazione.
Poco dopo l'oste tornò, portando un vassoio con del formaggio, del salame, del pane tagliato a fette e vino fresco.
Fu allora che il biondo parlò, alzando il tono di voce in modo che tutti sentissero bene:
- Lo sapete perché siamo qui in questo buco? Cerchiamo un uomo. Si chiama Antonio Cagliosi.
- Lo conosci? - chiese in tono deciso il tarchiato, rivolto all'oste.
Il quale, poveretto, era così terrorizzato e tremante che non ebbe la forza di rispondere.
- Hai sentito la domanda, nonno? Ti ha chiesto se conosci un tale di nome Antonio Cagliosi. - aggiunse di nuovo il biondo che nel frattempo, addentando una fetta di salame, aveva estratto dal giubbotto una pistola e l'aveva posata sul tavolo, davanti a sé.
Quella inquietante forma metallica, nera, lucida, aveva improvvisamente fatto calare l'alito della paura sulla gente presente nel locale.
L'oste era impallidito e visibilmente impaurito, tanto che pareva sul punto di svenire da un attimo all'altro.
Fu in quel momento che una di quelle grosse nubi nere, tipicamente estive, coprì il sole, rendendo ancora più drammatica e cupa la scena.
Il tarchiato si alzò e estraendo anche lui una pistola, la puntò sul viso del poveretto.
- Allora? Conosci Antonio Cagliosi, sì o no?
- S..sì... - rispose l'oste facendo uno sforzo sovrumano.
- Bene - interloquì il biondo - allora dicci dove possiamo trovarlo.
- Io lo so, dove potete trovarlo. - si udì improvvisamente rispondere da un tavolo accanto alla finestra.
I due giovani si voltarono a guardare chi avesse parlato.
- Bene, bene... Finalmente qualcuno con del sale in zucca. Dimmi allora, dove lo troviamo il nostro 'amico'? - chiese il biondo ridacchiando e scambiando un'occhiata di intesa con il compare.
- Qua davanti a voi. Sono io... - disse Antonio Cagliosi.
I due rimasero interdetti per qualche istante, quasi non credessero a quanto avevano udito. Poi si guardarono e scoppiarono in una sonora risata.
- Ne hai di fegato, uomo. - disse il tarchiato puntando adesso la pistola su di lui. Ma non fece in tempo a premere il grilletto, perché qualcosa accadde...
Una donna si affacciò sull'uscio del bar e imbracciando un fucile da caccia, sparò una scarica precisa nella schiena del giovane. Il quale venne scaraventato contro uno dei tavoli e morì sul colpo, senza essersi nemmeno reso conto da dove fosse venuto il castigo.
Il biondo, con grande prontezza, aveva preso la pistola poggiata sul tavolo e si era gettato a terra.
Ma Cagliosi era già sopra di lui, brandendo un coltello affilatissimo, la lama scintillante. Gli tenne la testa indietro e con un colpo fulmineo e deciso, da esperto, recise la carotide del giovane. Sembrava stesse sgozzando un pollo.
Gorgogliando, col sangue che colava a fiotti, inarrestabile, il biondo si contorse e spirò nel giro di pochi minuti.
Il giorno seguente, una pattuglia dei carabinieri venne a fare delle domande, chiedendo se per caso si erano visti nei paraggi due giovani su una moto di grossa cilindrata. Fecero vedere in giro anche un paio di foto segnaletiche.
- No, mai visti prima - disse l'oste.
- Mai visti. - disse un'altro.
- Mi spiace, agente, mai visti questi due...
Il carabiniere lanciò uno sguardo di intesa col commilitone e dopo un ultimo fugace sguardo intorno, se ne andarono.
Il sole splendeva alto e nella via polverosa i bambini giocavano come sempre. Nel bar, i soliti avventori discutevano sommessamente e giocavano a carte.
E una donna, su un terrazzo, stendeva il bucato: in mezzo al biancore delle lenzuola immacolate, spiccava il blu dei jeans lavati di fresco...
ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato