FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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MAREA

Eva Lorenzi




Sto sbirciando attraverso un buco nella siepe. Mica facile, con questi rametti che tendono a scattare in fuori stile filo spinato mirando agli occhi. Potatura malfatta. Il problema più serio, le ginocchia, comunque si è risolto: non me le sento più da una mezz'ora. Bene. L'insensibilità mi aiuta a concentrarmi sulla casa. Villetta, dovrei dire. E' esattamente quel tipo di ciarpame residenziale che i geometri definiscono "villetta": due piani fuori terra più garage seminterrato e, certamente, tavernetta attigua. Nel giardino, betulle. Ma la colpa non è di Lisa. Lei non è responsabile dei faretti sul prato e dell'antenna satellitare spadellata sul tetto a... Finalmente! Eccola. Si è aperto il portoncino blindato e lei è là, qui, a tre metri da me che mi emoziono e perdo l'equilibrio e mi spino la faccia e... C'è mancato poco. Scricchiolio di rotule come una fucilata nel silenzio. Ma lei non se n'è accorta. Guarda la luna, lei. Forza, bella, avvicinati ancora un po', abbassa quella dolce testolina, sà, cosà, vieni, altri due passi, ma, insomma! dài, come fai a non notare niente? Proprio là, tra Dotto e Mammolo, dove dovrebbe starci Pisolo, non la vedi la terra che è scavata di fresco, tutta nera? L'ha vista. Ha già raccolto il volantino. Lo sta orientando verso la luce di un faretto. "Comitato di Liberazione dei Nani da Giardino" è scritto in grosso, quindi....

Quindi...inizialmente penserà che si tratti di quel gruppo di pazzi che stanno saccheggiando i giardini del quartiere; poi capirà che si tratta di un segnale, un segnale mandatole dal maniaco che la perseguita da ormai 2 mesi, quello che le telefona di notte, quello che le manda bambole dalla testa mozzata, quello che le ha rapito il gatto. Il rapimento di Pisolo, il nano dalleterno sonno, non è un semplice scherzo, ma un gesto simbolico, il gesto di una mente geniale come la mia. Un gesto che significa: io so chi sei, so dove abiti, conosco tutti i tuoi movimenti e posso colpirti in ogni momento. Lisa si sta guardando attorno, come previsto. Gira la testa a scatti, a destra a sinistra, come una donna sola in un vicolo buio in piena notte. Ha paura, lo sento. Il mio piano ha funzionato. Non doveva trattarmi con tanto disprezzo, davanti allintero staff!!! Ora non sorridi più come davanti alla macchina fotografica, non urli più a Martin: "manda il tuo servo a prendermi un tè freddo!" Servo a me! Il tutto ben condito dalle tue espressioni da femminuccia petulante, dalle tue risatine idiote da bimba capricciosa che si eccita per la pubblicità della Barbie Raperonzolo. E io cretino che per un misero stipendio subisco tutto questo. Non avrei mai potuto immaginare che il lavoro di aiuto-fotografo consistesse nel fare lo schiavo alle modelle. Purtroppo un giorno, lo scorso agosto, asfissiato dallaria pesante del mio monolocale ultraurbano, in uno schizzo di energia mi sono catapultato in piscina e chi ho incontrato? Il bel Martin, ragazzo affascinante e di successo, famoso in zona per la sua fama di casanova. Così con aria da uomo vissuto che ha deciso di aiutare il ragazzino a trovare la sua strada, non per perseguire i propri scopi subdoli, non perché ha bisogno un lustrascarpe lecchino galoppino cameriere tuttofare, ma semplicemente spinto dalla pura bontà, si è levato gli occhiali da sole Rayban costosi come laffitto del mio monolocale, si è avvicinato leggermente come per confidarmi un segreto e mi ha detto: "io sto cercando un aiuto-fotografo. E' un lavoro che ti spiana la via del divertimento...non sò se mi capisci Mauro...le ragazze che si fanno fotografare, in bikini, anche nude, magari sono straniere, magari non conoscono nessuno..e chi diventa il loro grande amico? il fotografo. Venerdì chiudo la selezione, sarei indeciso per un paio di persone però se ti interessa..ci conosciamo da tanto tempo che..bè, quel posto potrebbe essere tuo." Io come un idiota lho ringraziato, una volta, due volte, tre volte, innumerevoli volte, tante quante le parole che Martin era stato capace di farmi ballare per la testa.



In questo lungo anno almeno ho visto delle donne bellissime, anche nude, ma le ho solo viste porca puttana! Cosa ci ho guadagnato a diventare lumile servitore di donne bellissime ma intoccabili? Volevo le camice sporche di rossetto, invece passavo le mie serate a smacchiare caffè e succhi di frutta. Poi sei arrivata tu: Lisa, 17 anni,con il corpo da fata e il sorriso di un angelo. Non mi hai mai chiesto nulla, non mi hai mai ordinato niente. " che ragazza discreta..", pensavo. Probabilmente non ti eri nemmeno accorta che esistessi fino a quel giorno in cui ti ho chiesto di uscire. Dove eravamo? A già, al mare. Tu eri in accappatoio bianco ermellino, rilassata su uno sdraio come una regina annoiata sul suo trono. Mi hai guardato con aria distaccata, con i tuoi occhi ancora dispersi sul mare tiepido della sera e sei scoppiata in una fragorosa risata. Ma non ti sei fermata lì. No. Dovevi andare oltre. Così hai gridato: "una ragazza bella come me non uscirà mai con uno scorfano come te?!! Scommetto che non sei nemmeno laureato!" Quella frase, cercavo di non ascoltarla, ma le onde del mare la facevano rimbalzare contro di me.



"ahhh,ahh,aahh.." Cos è questa risata. Lisa! Cosa fa sdraiata sullamaca, di notte? Non ha paura? Doveva correre a nascondersi! Doveva correre a chiudersi in casa in preda al terrore. Le ginocchia mi fanno troppo male.



Brutta stronza!!! Te ne stai sdraiata con le mani stile cuscino sotto la testa a prendere la tintarella di Luna. Ma la luna mi è complice, perché grazie a lei riesco a vederti. Sicuramente Lisa non ha labitudine di passeggiare di notte nel giardino, come un fantasma destinato a vagare tra i vivi. Scommetto Lisa, che sei in casa da sola. I tuoi ricchi e borghesi genitori amano passare il fine settimana nel loro appartamento a Portofino. Ora che sei abbastanza lontano posso anche muovermi. Ti verrò vicino, molto vicino, strisciando tra i cespugli e nascondendomi dietro gli alberi.



Man mano che avanzo i lineamenti del tuo corpo si definiscono sempre di più, sempre di più. Sono a 6 metri da te. Vedo i tuoi capelli raccolti infilarsi tra i buchi della rete dellamaca, gli occhi azzurri riempirsi della bianca luce lunare, il piede nudo ciondolante. cosa fai scema?! Ti rilassi? E non potevi uscire con me invece che stare qui da sola?! Devi essere spaventata, terrorizzata, hai capito scema!!!! Lisa si volta di scatto, come un cerbiatto che ha fiutato qualcosa. Ho urlato. ho urlato?! Mi guarda, quella creatura così ultraterrena mi guarda. Io mi avvicino e continuo ad urlare." Stupida devi essere spaventata devi uscire con me, troia!"



Lisa: "ma cosa vuole, se ne vada..oh!" scema è inutile che urli, qui non cè nessuno. Con un colpo la catapulto giù da quellamaca schifosa. Lei è a terra che impreca, cerca di levarsi la terra umida dal viso dai suoi splendidi capelli. Mi chiama stronzo, minaccia di denunciarmi. Le prendo i polsi, glieli stringo glieli stringo, poi le sputo in faccia, su quella faccia profumata di crema da notte di Christian Dior. Il suo collo lungo è violaceo. Sono seduto sulla sua pancia. Quando sono salito sulla sua pancia? Sono così veloce che la mia mente non riesce a seguire i miei movimenti. Non vedo più il suo viso; vedo una macchia rosina, color pelle, sfuocata, con delle leggere sfumature rosse, come quando fissando un paesaggio, scuoto la faccia e i colori della natura si mischiano. Sto sudando. Sono tutto bagnato; sono bagnate le mie ginocchia penetrate nel terreno annaffiato secondo timer verso le 22,00, è bagnata la mia fronte colata che goccia piano sul viso della bionda, sono bagnati i miei pantaloni nuovi, ridotti ad un pannolino. I miei pugni digrignati si sollevano freneticamente per caricarsi di energia per atterrare contro la pelle di Lisa. 1,2,3,4 pugni.. coNtinuo continuo continuo.... non riesco più a fermarmi, è un istinto irrefrenabile. Non sono mai stato così vivo.


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