FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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PER AMORE
Chiara Beaupain
Sto sbirciando attraverso un buco nella siepe. Mica facile, con questi rametti che tendono a scattare in fuori stile filo spinato mirando agli occhi. Potatura malfatta. Il problema più serio, le ginocchia, comunque si è risolto: non me le sento più da una mezz'ora. Bene. L'insensibilità mi aiuta a concentrarmi sulla casa. Villetta, dovrei dire. E' esattamente quel tipo di ciarpame residenziale che i geometri definiscono "villetta": due piani fuori terra più garage seminterato e, certamete, tavernetta attigua. Nel giardino, betulle. Ma la colpa non è di Lisa. Lei non è responsabile dei faretti sul prato e dell'antenna satellitare spadellata sul tetto a... Finalmente! Eccola. Si è aperto il portoncino blindato e lei è lì, qui, a tre metri da me che mi emoziono e perdo l'equilibrio e mi spino la faccia e... C'è mancato poco. Scricchiolio di rotule come una fucilata nel silenzio. Ma lei non se n'è accorta. Guarda la luna, lei. Forza, bella, avvicinati ancora un po', abbassa quella testolina, si, così, vieni, altri due passi, ma, insomma! Dài, come fai a non notare niente? Proprio lì, tra Dotto e Mammolo, dove dovrebbe starci Pisolo, non la vedi che la terra è scavata di fresco, tutta nera? L'ha vista. Ha già raccolto il volantino. Lo sta orientando verso la luce di un faretto. "Comitato di Liberazione dei Nani da Giardino" è scritto in grosso, quindi...
-Perché ti sei interrotto?-
-Ho paura che il resto non ti piacerà, capo-
-Mah, mi ci sto divertendo. Finisci-
-Ok, capo-
...quindi alza la testa e si guarda attorno tipo cerbiatto su sentiero della sete che ha sentito fruscio di giaguaro. E' davvero spaventata. Corre di nuovo verso i gradini dell'ingresso, inciampa sull'ultimo, ma si riprende. Al portoncino fa come una finta, poi si volta. Ed è così che mi vede, mezzobusto fuori dalla siepe, col sorriso soddisfatto che si liquefa in un momento. "Aaaaah" grida. E io sto già facendo il record dei cento metri lungo il viale alberato Ognissanti.
-Male-
-Capo, non pensavo si voltasse-
-Che pensi poco è assodato, per questo ti avevo detto di rimanere dietro la siepe-
-Allora, capo?-
-Ci devo pensare...-
Biancaneve disperata!
Un ennesimo nanetto è sparito nella serata di ieri. E' avvenuto nel giardino dell'avvocato Lestofant, professionista molto noto in città, che commenta: "E' un vergognoso atto vandalico, che insidia subdolamente la sicurezza del nostro quartiere. E turba i giovani sensibili, come mia figlia, che ieri sera è rientrata spaventatissima e in lacrime". Siamo ormai al quindicesimo nanetto sparito dai giardini del quartiere residenziale di via Ognissanti; i vandali, che si fanno riconoscere come il "Comitato di Liberazione dei Nani da Giardino", operano di preferenza la sera, non appena calano le prime ombre. Non si sa se agiscano da soli o in gruppo, un testimone afferma di aver visto un uomo alto, moro, in tenuta da footing aggirarsi sospetto attorno alla casa dell'avvocato Lestofant la sera in cui si è svolto l'atto criminoso. Vegliate sui vostri nani, gente.
La ragazza si muove bene, si apre la strada di petto -ha una misura abbondante- e non guarda in faccia nessuno. Tranne me, per un lungo momento, che se fossi furbo mi volterei dalla parte opposta, ma poi penso che noterebbe il gesto. Invece lei mi ha già riconosciuto come lo stesso che ha visto quella sera.
-Ciao bello-
-Ahem!-
-Non sei quello che ci siamo scontrati l'altra sera?-
-Non mi pare...-
-Si, in via Ognissanti... mi sei saltato addosso che credevo volessi toccarmi le tette-
-Oh, ma non ti avevo vista e...-
-Vedi che sei proprio tu? Senti, non è che te la sei presa che poi ti ho descritto a quel giornalista, sai, io abito proprio lì davanti alla casa dell'avvocato-
-Beh, veramente...-
-Insomma, dovevo pur raccontare qualcosa! Ma poi il mio nome non l'ha fatto lo stesso nell'articolo, quel cretino: se penso a come mi guardava le tette!-
-Beh, sono... insomma, ecco, sono belle-
-Ah si? Anche tu non sei male sai? Come ti chiami?-
-Io? Gianni-
-Io Maria, e faccio l'aiuto parrucchiera, cioè l'assistente, lavo i capelli, spazzo per terra, queste cose qui. Tu?-
-Io?-
-Si, cosa fai nella vita?-
-Senti, devo proprio andare adesso. E' stato un piacere. Arrivederci-
-Guarda che sei proprio carino! Ciao!-
E finalmente me la svigno. Ero entrato solo per dare un'occhiata, casomai ci fosse il mio capo -che le piace ballare- invece non c'era. Spero almeno, perché se m'ha visto con la biondona sono fregato.
Io non sono mica geloso, con tutti i tipi che si porta a letto, ma lei si. Non che mi dispiaccia -mi fa sentire desiderato- ma preferirei evitare: la vendetta è il suo sport preferito.
-Al giornale fanno tutti finta di non saperlo, ma Gerry ha trovato qualcosa di marcio nella storia del Comitato di Liberazione dei Nanerottoli e fiutano lo scoop. Lui continua a scrivere articoli assurdi, ma stanno aspettando la rivelazione finale-
-E tu come lo sai?-
-Nel tempo libero sbircio le agendine dei colleghi-
-Eh?!-
-Si lo so, mi faccio schifo anch'io, ma è solo per curiosità, non mi faranno mai far altro che gli articoli pubblicitari, lo sai-
-Fai schifo a fare pure quelli, ma che c'era scritto sull'agendina di Gerry?-
-Ah, non lo so, ma su quella di Danila c'era scritto: Sospetto, venerdì otto, Discobar Ventura-
Da qualche parte ci sarà pure un motivo valido per tutto questo. Mancanza di ideali, di prospettive, di libertà. Non è possibile continuare a vivere all'ombra di un'oppressione così intensa e capillare. Guardo questi nani da giardino, col sorriso inconsapevole stampato nella terracotta. Sopra di me il capo si agita.
-Quando cominci con le tue paranoie esistenziali sei davvero noioso-
-Smetto quando vuoi-
-Subito, grazie-
-Capo, toglimi una curiosità: cosa ce ne facciamo di questi nani da giardino?-
-Non l'hai ancora capito?-
-Destabilizzazione del potere borghese?-
-Mi stai prendendo in giro?-
-Non è cosi?-
-No-
Lisa sta prendendo il sole in giardino insieme a Biancaneve. I nanetti, quelli rimasti, mi sono di spalle e non si accorgeranno di nulla. Solo la strega cattiva è acquattata in un angolo e mi scruta. E' l'unica casa che abbia anche la strega cattiva, non so se per giustizia alla fiaba o perché tanto c'è spazio, e non mi lascerò certo scappare l'occasione.
-Eccoci di nuovo alle Notizie Flash di Radiocittà!-
-Come butta ragazzi?-
-Grazie Andrea, molto bene, ma adesso cominciamo con le notizie-
-Ok, Francesca, vai!-
-E' stata rubata ieri sera un'altra statuetta da giardino-
-Mammolo?-
-No, questa volta si tratta della strega cattiva-
-Non è possibile, anche la strega cattiva!-
-Il rapitore non ha lasciato tracce, ma il fantomatico Comitato per la Liberazione dei Nani da Giardino ha rivendicato il crimine come al solito-
-Non ci posso credere! Sono storie pazzesche-
-Ma andiamo avanti...-
Il capo mi guarda con aria sorniona: sa che non ho scelta. Consegno la statua e rimango ad aspettare.
Di solito per ogni statua ricevo un premio. Qualcosa che non è facile dimenticare: diciamo un amplesso. Una volta invece siamo usciti assieme per andare a teatro, ed è stata una delle cose più belle che mi siano capitate in vita: perché lei è bellissima e se ne sono accorti proprio tutti.
Ha posizionato la statuetta assieme alle altre, eccola che torna. Che sorriso: mi guarda, mi pizzica il naso con due dita. Ha deciso di farmi impazzire. Come al solito.
-Danila?-
-Si, Gerry?-
-Cosa ne hai fatto di quella pista che ti ho dato la settimana scorsa?-
-Ho trovato che la descrizione della parrucchiera e di Lisa coincidono davvero e quel ragazzo in pantaloncini e scarpe da ginnastica è probabilmente il ladro. Maria me l'ha finalmente indicato, al Ventura, e l'ho seguito. Di professione fa il programmatore, non so in che campo specifico, e vive da solo. Un vecchietto che abita lì vicino mi ha confidato che è finocchio, perché non si porta mai nessuna ragazza a casa, ma non mi pare un indizio probante-
-E poi?-
-E poi basta, mica posso perdere giorni e notti dietro questo pazzo-
-Mmm-
-Che c'è?-
-La donna delle pulizie dice che in casa sua non ci sono tracce di nani di terracotta-
-Forse li porta da qualche altra parte: un comitato è fatto di più persone-
-Non riesco a immaginare quanti possano essere i pazzi disposti a rischiare per un'idea così stupida-
-Liberare quei simpatici nanetti?-
-Violazione di propietà privata e furto-
-Secondo te li rivendono?-
-Mah!-
-Serve qualcosa di nuovo-
Io non credo che il capo sappia quello che sta facendo, o meglio, quello che mi sta facendo fare. Intanto quel suo simpatico amichetto è venuto di nuovo col camion a caricare. Ha una faccia di bronzo che gliela spaccherei: secondo me se la sbatte il Martedì, quando lei dice di fare ginnastica.
Ma perché mi metto a pensare a queste cose?
Adesso che abbiamo finito mi fumo una bella sigaretta... no che fa male. Porca vacca. Se mi faccio vedere con la sigaretta sono fregato. E' proprio una vacca: bellissima, ma vacca. Bovina. Ecco, adesso riesco solo a pensare a mucche divine. Mi sa che il capo la fa che sa di violetta.
-Franco?-
-Sicara?-
-C'è qualcosa che non va qui-
-Cosacara?-
-Cos'è quella roba?-
Da qualche parte dev' esserci un bosco: fronda fitta, sottobosco verde-chiaro, piccole radure illuminate dal sole. Accanto a un ceppo spezzato fa capolino un berretto rosso, a punta. In mezzo alle felci il giallo di un panciotto, sul muschio adagiata Biancaneve. I fungaioli allibiscono, i bambini ridono, le fanciulle sospirano. Qualcuno tace, e passa oltre, perché sono solo nani di terracotta in un bosco. Qualcuno torna in città, e lo racconta, perché si tratta di un bel mucchio di nani di terracotta nel bosco, così tanti che a dir la verità fanno paura. Centinaia di occhi che spiano.
Credo che all'idea potrei non riuscire a dormire la notte.
-DANILA-
-Gerry...-
-Devi girare dietro, dietro la casa, sennò ti vedono-
-Ok, parla piano, ora-
Girano furtivi attorno alla casa di campagna del capo: due tizi poco furbi, non c'è che dire, sono dieci minuti che li osservo e non ne hanno fatta una, di cosa sensata. Bella casa, questa del capo: stile vecchia magione, ma senza troppe pretese, che se stendi un'amaca fra due tronchi non rovina la fotografia.
Sul retro è posteggiato il camion, e il tizio biondo fa delle fotografie, appunto. Ma lo devo aver già visto da qualche parte, ora che ci penso. Dovrei scendere ad avvertire il capo o il suo amico del Martedì, sennonché la morettina sta spiando dentro la casa e se mi muovo ora mi vede.
Perché non si spostano? Andate a curiosare più in là, dove non si sentono gli schianti dalla cantina...
Oh merda, il biondo ha aperto il camion: dev'essere un giornalista, solo loro possono essere così ficcanaso. Questi cercano proprio noi, devo correre al citofono!
-Franco?-
-Non innervosirmi cara-
-Bisogna avvertire qualcuno!-
-Certo cara-
-Sento che c'è qualcosa che non va!-
-Lo capirebbe un tordo-
Da qualche parte nel mondo la gente soffre, e a nessuno importa un bel niente. Fanno tutti la loro bella vita qui, tra i giocattoli che si comprano per credersi più felici. Gente come i genitori di Lisa, che se lei fosse stata più intelligente ora forse saremmo assieme, da qualche parte dove nessuno avrebbe il potere di farci star male. Liberi, liberi.
Invece sono capace di "liberare" solo nanetti. E solo per finta.
Ecco il capo finalmente: mi guarda con due occhi che sono azzurro-stupendi ma freddi da passamontagna. Infatti il suo amico lo indossa e balza fuori incattivito con la smorfia da ammazzatutti. Ma che succede?
-Al telegiornale hanno detto che li hanno presi, quelli del Comitato. Non si è capito bene, forse erano dei terroristi, hanno trovato soldi e gioielli-
-Allora erano trafficanti, mica terroristi-
-Ma c'era uno col passamontagna, e quella bionda che si nascondeva la faccia-
-La TV cosa ha detto?-
-Che i loro complici avevano nascosto la roba nei nani di terracotta perché passassero la frontiera...-
-Vedi che ho ragione. I terroristi: figurati!-
-... e poi se li erano persi. Venduti al dettaglio in tutta la regione-
Io li rubavo per amore. Perché non ci credono?
Per amore di chi?
Facile. Cioè, facile a chiedersi, ma la risposta è un'altra faccenda. Sono due anni che Lisa mi ha lasciato. Non ci penso mai.
Allora certamente l'ho fatto per amore del capo, il furto. Che mica mi ama lei, bellissima, basta che lo faccia io. E' molto più facile così.
Lisa non voleva che la amassi troppo, per questo non stava bene. E ora non so di chi sono veramente innamorato...
Però mi impegno.
-Da qualche parte c'è un bosco, a mezzacosta, i sentierini umidi. Ci passa una vecchia mulattiera e si arriva ad una radura. Sai, tua madre ci vede meglio di me e se n'è accorta subito...-
-Uno spavento ti dico...-
-... coperto di cocci. Tutto il bosco, come scaricati a camionate-
-Un posto dove non andava mai nessuno, certamente-
-Era impressionante e un po' sinistro, devo dire...-
-Sai caro?-
-Sicara?-
-Mi sa che abbiamo trovato il Cimitero dei Nani di Terracotta-
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