FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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REQUIE
Tiziano Mancini
L'uomo stava appoggiato allo schienale della panca, sul tavolo aveva lasciato mezza bottiglia di vino, un poco di formaggio nel piatto e qualche pezzo di pane. Nel locale c'erano pochi avventori e l'oste era scomparso dietro una tenda, forse in cucina. Una finestra era aperta e il vento caldo entrava carico di polvere e sabbia. Dall'altra parte della strada le facciate delle case brillavano al sole: sotto un portico alcuni bambini giocavano diversi giochi tutti insieme, andavano in bici, calciavano un pallone, accudivano bambole, si rincorrevano. Una bambina giocava a stendere il suo immaginario bucato. Sua madre, tre piani sopra, stava invece stendendo nella canicola il bucato vero.
L'aria era immobile. Lo sguardo dell'uomo, trovato un varco, si proiettò oltre il cortile, verso un suono inaudito e vibrante. Poi si fermò: tutto avrebbe dovuto stare, silenzioso e dipinto, immutabile. Avrebbe potuto a ragione credersi eterno, se in quella torpida densità non ci fosse stato chi osteggiava il prodigio del tempo rallentato, proprio quando questo si sarebbe quasi detto cessare l'abbrivio del suo piano inclinato, e porsi finalmente a ritroso. E dunque, quanti erano mai i modi che avrebbero potuto, saputo interrompere quel ciclo mortale che oltraggiava l'avvento del tempo retroverso, che non gli dava modo di dirsi per sempre compiuto? Stavano calpestando l'ultima sua residua speranza, di andarsene finalmente, o anche solo di potersi assentare per un po', sempre restando seduto a quel tavolo: senza muoversi, come tante volte era stato sul punto di fare, scomparire portandosi dietro l'universo.
E allora sollevò il bicchiere, e continuando a stringerlo forte lo frantumo' sull'orizzonte del tavolo, che resistette all'urto, mandando il vetro in frantumi. Dalla seconda falange del suo indice destro cominciò a sgorgare del sangue, rosso profondo e rabbioso. L'uomo si alzò la mano e la portò all'altezza degli occhi: tutto divenne rosso davanti a lui: attraverso la goccia di sangue, che stava ingrossandosi sempre di più, spinse di nuovo gli occhi lontano, e il mondo acquistò finalmente la sua vera luce, rossa e radiosa, raggi di gloria fiammeggiante d'intorno.
Si alzò, pervaso di nuova fede, e continuando a osservare attraverso lo spettro del suo sangue, si diresse ai blasfemi fragori.
Lungo il suo cammino le strade si aprivano e le mura si allontanavano, come mai gli era avvenuto, aveva ormai risposte a tutte le domande ed era il momento di infonderle al mondo. Non c'erano più orizzonti da scrutare o notti da temere, per ogni destino compreso dai confini del suo sguardo.
Finché la pistola tracciò nell'aria lingue di fuoco cariche di promesse, e il Dio della Pentecoste diffuse la sua luce sulla terra.
Quel che mancava ora c'era. Ogni ostacolo rimosso.
Pace.
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