FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







LA COSA SBAGLIATA

Dario Fani



Sto sbirciando attraverso un buco nella siepe. Mica facile, con questi rametti che tendono a scattare in fuori stile filo spinato mirando agli occhi. Potatura malfatta. Il problema più serio, le ginocchia, comunque si è risolto: non me le sento più da una mezz'ora. Bene. L'insensibilità mi aiuta a concentrarmi sulla casa. Villetta, dovrei dire. E' esattamente quel tipo di ciarpame residenziale che i geometri definiscono "villetta": due piani fuori terra più garage seminterrato e, certamente, tavernetta attigua. Nel giardino, betulle. Ma la colpa non è di Lisa. Lei non è responsabile dei faretti sul prato e dell'antenna satellitare spadellata sul tetto a... Finalmente! Eccola. Si è aperto il portoncino blindato e lei è lì, qui, a tre metri da me che mi emoziono e perdo l'equilibrio e mi spino la faccia e... C'è mancato poco. Scricchiolio di rotule come una fucilata nel silenzio. Ma lei non se n'è accorta. Guarda la luna, lei. Forza, bella, avvicinati ancora un po', abbassa quella dolce testolina, sì, così, vieni, altri due passi, ma, insomma! dài, come fai a non notare niente? Proprio lì, tra Dotto e Mammolo, dove dovrebbe starci Pisolo, non la vedi la terra che è scavata di fresco, tutta nera? L'ha vista. Ha già raccolto il volantino. Lo sta orientando verso la luce di un faretto. "Comitato di Liberazione dei Nani da Giardino" è scritto in grosso, quindi...

ecco ha capito!
Ha un tremore e butta l'occhio su Biancaneve, o quella specie di statua che vorrebbe essere Biancaneve. Non preoccuparti Lisa cara, lei è come te: senza colpe. Ora cosa fa? Si volta... Dal portoncino blindato esce suo padre. Grand'uomo: armato d'abito armani, ericsson gsm 788, e un fiume di Dolce e Gabbana che s'avverte fin qua giù. Lo considero al pari del prato del suo giardino: calpestabile!
Lei gli mostra il biglietto, un poco tremante. Lui niente: il viso scolpito come quello dei nani non tradisce emozioni.
Odio questi tipi modello "E' tutto sotto controllo cara, non preoccuparti" e sento l'irrefrenabile desiderio di gridare: "Guarda che è solo l'inizio!". Sai che effetto! Il mio grido che nel cuore della notte spacca il silenzio... e lui... lui che finalmente impallidisce: bianco come la luna. Bello! bello... ma un po' troppo rischioso. Due ore inginocchiato fra spine e ghiaia, in silenzio e sputtanare poi tutto quanto così... per un bel gesto... però che gesto!
Certo, sarebbe anche una di quelle cose che fanno incazzare Max, lui non vuole improvvisazioni, niente invenzioni, Max è uno che pianifica tutto, ha organizzato questo rapimento nei minimi dettagli... che cervello il nostro Max!
Lui si è reso subito conto di questo lento scivolare della società verso l'oblio, il frivolo, l'inessenziale, il lieve, il piccolo: il nano, appunto. E allora in meno di due settimane ci ha contattato, scelto, selezionato, inquadrato, addestrato, istruito, armato (insomma una mazzafionda ciascuno...) e organizzato. Ci ha fatto diventare quel che siamo: "Il Comitato di Liberazione dei Nani da Giardino". Un gruppo. Un gruppo di irriducibili pronti a tutto: una vera squadra.
Dovreste vederlo Max mentre tira giù i suoi progetti, architetta i piani, distribuisce le competenze, analizza le alternative, studia il territorio, esamina gli obiettivi, indaga sulle vittime, scandaglia, riflette: un vero spettacolo, qualcosa come i fuochi d'artificio di capodanno, forse meglio.
Davvero, che cervello il nostro Max!
Sì, un'organizzazione perfetta, eppure mentre me ne sto qua appollaiato tra spine e ghiaia, personalmente, mi sembra ci sia ancora qualcosa che sfugge... uno sbaglio... Ma... Oddio!...ora quell'idiota del padre cosa fa?! Infila una mano in tasca e estrae qualcosa: non avrà mica una pistola?!
No, accende una di quelle tracotanti torce americane (quelle che mandano fuori rotta aerei e navi nel raggio di 300 miglia) e comincia a orientarla un po' dappertutto. Sembra una mosca cieca alla rovescia. Mosca luce, per intenderci. Mi faccio chino e un po' mi spino e forse perdo pure una rotula, ma non sputo un fiato: trattengo pure il respiro. Non è certo lui che deve scoprirmi. Ma che sospetta? Come fa a pensare che ci sia qualcuno nel giardino!? Forse qualche videocamera che quel cervellone di Max non ha previsto? o un sistema d'ultrasuoni? o un'ultima idea succhia soldi della Beghelli?
Il fascio mi passa prima a destra poi a sinistra: il cuore gira come un vinile da 45 su una piastra a 78, ma io fermo, immobile come la sentinella di Bradbury nel suo avamposto... Ma perché il grand'uomo non la pianta? Che sospetta?
Ancora quel fascio: sopra e sotto e io aggrovigliato sulla ghiaia come un cauccio nel suo numero migliore, però se non smette prima o poi mi scopre... sai che figura!
Ma perché non c'è venuto Max a farsi spinare la pelle e i jeans?
Va bè, lasciamo stare che è venuto il momento di scivolare sottile sottile fino al cancello e rientrare alla base, in fondo dovevo solo assicurarmi che il messaggio fosse raccolto. Faccio per andare, ma qualcosa mi trattiene e non si tratta solo del rametto che s'è infilato nel tessuto della camicia, è qualcosa di più sottile: la sensazione che in tutto questo ci sia ancora qualcosa di sbagliato... Ma, cos'è questo fischio?! E' il grand'uomo che chiama i suoi cani! Ci mancava... eccoli... Per la miseria! Una nuova follia della genetica: dopo Dolly ora anche i cani-cavallo (faranno due metri al garrese)?!
E Max questo non l'aveva previsto...
Per Dio che serata! Mi si secca la gola... via il guinzaglio e eccoli che partono... Il cuore è impazzito, tremo tutto e sudo. E' peggio di quando nell'ora di scienze il professore oscillava il dito sul registro. Molto peggio. Non ci resisto... finisce che mi scoppia una vena...
Fottuta miseria!
Ma sì, sai che ti dico... 'fanculo ai cani, vengano pure i cani, i gorilla e il resto del giardino zoologico che circonda la villa. Venga la cattura, le torture, venga anche quel mostro dell'architetto a interrogarmi! Non ne caveranno niente! Muto. Meglio! Morirò gridando "Viva il Comitato di Liberazione dei Nani da Giardino"!. E non sarà male, in fondo la parte del prigioniero ferito e indomito, che lotta fino all'ultimo per un'idea riesce sempre a far presa... Farò la mia figura... già, ma è certo che Lisa lo saprà? che mi veda... che qualcuno glie lo dica...?
A proposito lei che fa? Accartoccia il foglietto, lo mette in tasca e si volta. Due passi e s'avvicina alla porta. Ehi dico Lisa che vuoi fare?! non finirà mica così?! Tu che ignara te ne torni dentro e io che resto qua fuori, fra le spine, a farmi sbranare da tuo padre e i suoi cani... solo per liberare i giardini dai nani, o viceversa... che ancora non ho capito di preciso cosa ha in testa Max
E ora? Pure la pioggia. Ma per Dio!
I cani sniffano rapidi la striscia bianca di strada e si avvicinano, mentre tu Lisa...
Lisa... tu... tu te ne vai? Dove vai? Torna qui...
Lisa torna qui... io... io...
Io sono confuso Lisa ma tu non entrare...
Eccoli che sollevano il muso e ruggiscono tutti insieme nella mia direzione, tuo padre punta il faro e... preso!
Acceso come un filamento di tungsteno l'attimo in cui si preme l'interruttore. Fine dei giochi? Forse, ma ora...ora che l'acqua mi bagna il viso e il fascio mi è addosso improvvisamente capisco, trovo l'errore e la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato svanisce. Tutto è chiaro. Una vera illuminazione.
Tu li fra i nani Lisa, e io qui, fra le spine. Questa è la cosa sbagliata. Solo questa. Tutto il resto non c'entra. Il comitato, Max, il giardino, i suoi nani, Pisolo... tutte cazzate...
Ora è chiaro: non andare via Lisa... Quel che conta siano noi.
Solo noi, Lisa.
Io e te.
Sai che ti dico... 'fanculo alla figura dell'eroe indomito e 'fanculo pure ai ragazzi del comitato! Che stronzata è questa di liberare il mondo dai Nani da Giardino!? Che significa?...Ma chi se ne frega se i Nani se ne stanno in giardino e se un giorno invaderanno i parchi e qualche piscina. Chi se ne frega davvero! Tu sta per infilarti di nuovo dentro quello scuro portoncino blindato! Per Dio è questo che conta! Stai andando via! Questo è sbagliato!
Le gambe mi tremano e l'occhio sfasa, ma finalmente dopo sei ore di attesa, illuminato, faccio quello che non credevo sarei mai riuscito a fare:
"Lisa!" grido. Grande! Grido e mi sollevo: bagnato, graffiato e pure un po' incazzato. Ma grande. Tu ti volti. Finalmente ti volti. Tuo padre mi spara i 2000 watt sulla faccia e è il momento. Non vedo niente, la luce mi fa lacrimare e forse è meglio così.
"Lisa." Non dici niente ma so che sei lì.
"Lisa: ti amo!" Grande! Grande. Grande.
E' fatta.
Venga pure giù il diluvio ora e venga Max a sputarmi in faccia e venga pure la denuncia per violazione di proprietà privata e furto del nano. E, per Dio!, vieni tu Lisa a darmi almeno un bacio.
Io l'ho detto. Respiro ancora a fondo e lo grido di nuovo:
"Lisa Ti Amo!"
Prima la luce poi un gran botto. Il tuono più forte che ricordo e ancora un fulmine che illumina d'immenso tutta la villa, anche te, che immobile sei ancora lì.
Sei ancora lì.
Io zuppo e sporco e infreddolito, e pure sudato, ma fermo: in attesa.
E' vero: sarò pure uno che ha tradito i compagni, Max, l'idea, ma che importa? L'ho detto, il resto non conta.
Accada quel che accada, te l'ho detto: il resto non conta.
Ora tocca a te.
Sì, tocca a te Lisa: vieni. Vieni via da quella villetta affogata nelle betulle che somiglia a una stazione spaziale, da tuo padre, i cani, il profumo chanel, i faretti, quel mostro del tuo architetto e i nani del giardino. Vieni qui, qui vicino a me.
Già per Dio! vieni qui Lisa: vieni a darmi almeno un bacio!


ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato