FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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MICA SOLO SETTE
Zero Binario
Sto sbirciando attraverso un buco nella siepe. Mica facile, con questi rametti che tendono a scattare in fuori stile filo spinato mirando agli occhi. Potatura malfatta. Il problema più serio, le ginocchia, si è risolto: non me le sento più da una mezz'ora. Bene. L'insensibilità mi aiuta a concentrarmi sulla casa. Villetta, dovrei dire. E' esattamente quel tipo di ciarpame residenziale che i geometri definiscono "villetta": due piani fuori terra più garage seminterrato e, certamente, tavernetta attigua. Nel giardino, betulle. Ma la colpa non è di Lisa. Lei non è responsabile dei faretti sul prato e dell'antenna satellitare spadellata sul tetto a... Finalmente! Eccola. Si è aperto il portoncino blindato e lei è lì, qui, a tre metri da me che mi emoziono e perdo l'equilibrio e mi spino la faccia e... C'è mancato poco. Scricchiolio di rotule come una fucilata nel silenzio. Ma lei non se n'è accorta. Guarda la luna, lei. Forza, bella, avvicinati ancora un po', abbassa quella dolce testolina, sì, così, vieni, altri due passi, ma, insomma! dài, come fai a non notare niente? Proprio lì, tra Dotto e Mammolo, dove dovrebbe starci Pisolo, non la vedi la terra che è scavata di fresco, tutta nera? L'ha vista. Ha già raccolto il volantino. Lo sta orientando verso la luce di un faretto. "Comitato di Liberazione dei Nani da Giardino" è scritto in grosso, quindi...
come previsto, caccia un urlo, aiuto! ladri! terroristi! assassini! e corre verso casa urtando la statua della Madonna e perdendo una ciabatta come Cenerentola, certa gente vive proprio immersa nelle favole. E' ora di filare, prima che arrivino i rinforzi. Prendiamo Pisolo, io per le spalle e Pungolo per i piedi, porcaloca quanto pesa, usciamo dalla siepe e poi giù di corsa lungo il vialetto. Rumori dalla casa, una torcia elettrica buca la notte ma ormai svoltiamo dietro una colonna del cancello: piastra di marmo con la scritta in rilievo Villa Lisa, povera Lisa che piange disperata tra gli strepiti del marito che fa di tutto meno che sciogliere il cane, per nostra fortuna. Non sembra molto sveglio il tipo, d'altronde uno che si mette la Madonna e i Sette Nani nel prato difficilmente potrà aspirare al Nobel. Raggiungiamo Discolo e Foscolo nascosti nella pineta vicino al carro, carichiamo Pisolo e via, rientro alla base. Per stanotte decido che basta: bene o male siamo in sette, abbiamo recuperato tre fratelli: un Cucciolo, un Dotto e questo Pisolo qui che non si è nemmeno svegliato; anche noi ci meritiamo proprio una bella dormita!
*
"Fratello Brontolo, mi senti?"
(Ti sento, fratello, e tu?)
"Sì, ricevo il tuo pensiero, meglio che niente. Sei sicuro di non poterti muovere?"
(Sono anni che ci provo, cosa credi... secondo te me ne sarei stato là al sole e alla pioggia tutto questo tempo?)
"Certo, certo. Tuttavia dobbiamo fare un tentativo. Sei pronto?"
(E sarebbe?)
"I fratelli alchimisti stanno cercando la formula di un solvente per liberarvi dal gesso. Finora ne hanno prodotto uno che non dà grandi risultati, ma qualche volta funziona..."
(E se non funziona?)
"Perderai i colori e dovremo abbandonarti."
(Bah, per i colori sai che perdita! Vi immaginate come avremmo potuto sopravvivere tutti questi secoli nelle foreste con i berretti rossi, le casacche gialle e i pantaloni celeste chiaro... Quanto all'abbandonarmi, avrei sperato in un po' di umanità, pardon, di nanità!)
"Lo so fratello, è crudele. Ma il Gran Consiglio ha stabilito così: siamo alle strette, e la guerriglia impone di potersi muovere in fretta e senza impedimenti."
(Certo, impedimenti. Arrivare alla mia età e sentirmi dare dell'impedimento.)
"Ma torneremo a cercarvi in caso di vittoria, oppure quando avremo un solvente efficace."
(In sostanza, quante possibilità ci sono che funzioni?)
"Mah, più o meno una su trenta..."
(Tanto vale provare. Se va male, posso chiedervi un favore?)
"Qualunque cosa, fratello."
(Toglietemi il badile, che ormai ho le piaghe sulla spalla! Quegli imbecilli non riescono a concepire una forma di civiltà improduttiva...)
"Puoi contarci, è quello che ci chiedono tutti. Sei pronto? Chiudi gli occhi, se puoi. Ehi laggiù, avanti col solvente!"
*
Da "Le Figaro" del 1 agosto 1998:
"IL CLNG TORNA A COLPIRE.
Dal nostro corrispondente.
Questa notte, nelle campagne intorno a Fontainebleau, il sedicente Comitato per la Liberazione dei Nanetti da Giardino ha sottratto altre quattro statue di gesso dei Sette Nani dai parchi di altrettante villette. Gli inquirenti stanno focalizzando le indagini intorno agli ambienti dell'estrema sinistra e dell'ecoterrorismo, un'area politica che sembra aver accantonato la lotta armata e le più recenti adunate di piazza ripiegando su queste espressioni goliardico-metaforiche, peraltro non meno pericolose e destabilizzanti in quanto dotate di una perversa valenza simbolica che potrebbe agire a livello subliminale ai danni degli elementi più indifesi della società, i bambini. Nel frattempo continuano i ritrovamenti di nanetti "liberati" in piena natura, come al solito scoloriti e mutilati dei loro attrezzi da lavoro..."
*
"Comandante Cingolo, hanno catturato la pattuglia!"
"Eh?!? Calma fratello, prendi fiato e raccontami con calma."
"La pattuglia del capitano Bossolo!"
"Tutti quanti?"
"Tranne me e Truciolo."
"La malora... com'è successo?"
"Un'imboscata, credo. Ci stavano aspettando, era una villetta tranquilla con sette fratelli ingessati bene in vista. Avremmo dovuto immaginarlo, sembrava troppo facile!"
"Pensi che abbiamo una talpa?"
"Un delatore? Qualche sospetto ce l'ho, signore, ma non vorrei fare nomi a casaccio..."
"Che ne pensi dell'armiere?"
"Chi, Subdolo? In effetti... per quel che ne so era l'unico a sapere della missione, a parte noi."
"Già... lo terremo d'occhio. Intanto assumi tu il comando della pattuglia. Oltre a Truciolo avrai Scivolo, Diavolo, Zufolo, Mignolo e Coccolo."
"Coccolo? Avrei qualche problema, signore... come dire, mi ronza intorno, non so se mi spiego..."
"Non avrai pregiudizi, spero!"
"No, per carità, solo non mi sento molto a mio agio..."
"D'accordo, allora prendi Mestolo."
"Il cuoco? Benone! Grande grosso e sempre allegro!"
"Sarete assegnati per qualche tempo alle opere di difesa, a disposizione dell'architetto Michelangolo."
"Agli ordini, signore. Grazie, signore."
"Buona fortuna!"
*
Stanno interrogando Pungolo, ormai sono due ore. Evidentemente non parla, lo sento gridare ogni tanto, chissà cosa gli stanno facendo... ho paura, una paura folle, e un groppo in gola perché non posso fare nulla per liberare i miei fratelli appena ingessati. Me li hanno messi apposta qui davanti per indebolirmi, guarda bene cosa ti aspetta, nanerottolo puzzolente, scarabocchio! Questo è Luppolo, lo vedi? Il tuo compagno di sbronze, tre ore fa ci parlavi assieme e adesso è pronto per il giardino di qualche idiota borghese! E questo è Trespolo, il tuo luogotenente, lo riconosci? Guardalo bene, sgorbio, guarda che bei colori! E fra poco tocca a me, e saranno ancora più feroci perché io sono il capo pattuglia e si aspettano chissacosa. Ho una paura cane, spero di resistere: il capitano Bossolo non può finire da vigliacco, come quella carogna di Subdolo; ormai è chiaro che è una spia. Se solo potessi avvertire i fratelli...
*
"Bonjour, mon ami! Bella giornata, eh?"
"Cos'è questo buonumore il lunedì mattina?"
"Grandi notizie, socio! Uno stock di nanetti di gesso, circa settemila, a un prezzo stracciato!"
"Settemila?!? E che ce ne facciamo?"
"Ma come, non leggi i giornali, non ce l'hai la tivù? Non sai che sono di moda, anzi impazzano!"
"Di moda, eh?"
"Devo sempre spiegarti tutto... sai quel movimento di liberazione dei nanetti..."
"Come no, me ne hanno fregato uno l'altra notte, mia moglie Lisa sta ancora piangendo, maledetti!"
"Bene, li hanno cercati tra gli estremisti, tra gli ecologisti, tra gli anarchici, nei centri sociali, diosadove, e non trovavano mai niente, finché si è presentato spontaneamente un delatore. Così in una settimana li hanno presi tutti. Operazione top secret naturalmente, i media non sanno nulla. Io però ho un fratello al ministero..."
"Embè?"
"Il fatto è, sono morto dal ridere quando me l'ha detto, che questo Fronte, o Comitato o come si chiama, sono nani, nani VERI!"
"Devo ridere? O ci mettiamo a lavorare seriamente?"
"Te lo giuro, anch'io non ci credevo, ma è così. Nani veri, con nomi da nani, tipo Pendolo, Ciottolo, Tribolo..."
"...Simbolo, Grappolo, Dondolo... divertente..."
"...Brufolo, Scampolo, Modulo..."
"No. Modulo no."
"Perché no?"
"Non funziona, Modulo, ha qualcosa che non va... LA VUOI PIANTARE, IMBECILLE!"
"Bene, allora guarda questo. E' un rapporto segreto dei servizi segreti, con protocolli, timbri, firme, tutto al suo posto. Che ne dici?"
"Beh, se è autentico è una bomba. Come fai ad averlo TU?"
"Te l'ho detto, ho un fratello in alto. Ma c'è un'altra ragione: stanno cercando uno sbocco commerciale, un modo per ricavarci un bel pacco di soldi, e hanno bisogno di qualcuno che sappia stare sul mercato."
"Noi?"
"Appunto. Adesso capisci?"
"E come ce li danno, vivi? E come li vendiamo, settemila nani vivi? Settemila, giusto?"
"Per l'esattezza settemilasettecentosettantasette. Ce li danno già ingessati e verniciati, cioè praticamente identici ai Sette Nani, quelli... classici, stavo per dire quelli veri. Come li vendiamo? Molto semplice: da quando è montata la storia dei rapimenti, i nanetti di gesso sono diventati di moda, c'è un sacco di stupidi che vuole metterseli in giardino..."
"...ce li ha anche mia moglie in giardino!"
"Appunto, anzi scusa... e poi voi li avevate già prima, in tempi non sospetti. Adesso li vogliono tutti sperando nell'emozione del rapimento. Capisci?"
"Sì, in effetti comincio a sentire la puzza dei soldi."
"Noi arriveremmo sul mercato al momento giusto, no? L'unica cosa è che la faccenda dei nani veri deve rimanere segreta, altrimenti l'affare si sgonfia. Te l'immagini il casino che farebbero ecologisti, filantropi, diritti umani e combriccola!"
"Chiaro, chiarissimo. Mi hai convinto, socio. Per quanto mi riguarda possiamo concludere. Firmerò quello che vuoi, guida tu la nave in porto."
"Fantastico, compare. Quando fai così, lavorare con te è una FAVOLA! Hi hi..."
"Aspetta ancora un momento, c'è una cosa che non mi quadra. Il delatore cosa ci ha guadagnato?"
"Si chiama Subdolo, e a differenza degli altri non ha subìto, diciamo così, il trattamento. Il ministro, che sarebbe come dire il capo di mio fratello, ha deciso di tenerselo lui, ovviamente in giardino perché dicono che puzza e hanno paura che sporchi, figurati, una villa come quella... però non è obbligato a stare fermo come gli altri, può muoversi come vuole intorno alla cuccia fin dove arriva la catena."
"Già... incredibile... pazzesco... settemilasettecentosettantasette, e io che credevo che fossero solo sette, Eolo, Mammolo, Gongolo, e gli altri? come si chiamavano gli altri... quelli veri..."
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