FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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TESTUGGINI
Davide Pizzolato
Quando il mio amico Max De Blasis si decise a raccontarmi questa storia, il professor Orso era già morto, Miss Olga aveva regolato il conto con Rao e i suoi, e la casa alla tonnara era stata pignorata.
La mia scelta - confessò Max - era semplice. Spararle, un colpo dietro la nuca e chiudere con un dolore lungo dieci anni. Un giudice mi avrebbe condannato, ma chiunque avesse letto la cronaca sul giornale mi avrebbe difeso. Oppure infilare in tasca la Beretta e lasciar perdere. Salvare la ragazza, se la sua vita con quelli poteva considerarsi una salvezza. Nel villaggio non c'era nessuno, nessuno avrebbe sentito il colpo. Delitto perfetto. Misi il colpo in canna e serrai l'indice. Fu allora che un gallo cantò lontano e mi venne in mente mio padre, che leggeva la Bibbia ad alta voce "Prima che il gallo canti mi tradirai". Uscii. Pioveva a dirotto. Attraversai il sentiero, presi un libro dalla casa della tonnara, e, malgrado la bufera, uscii in barca. In meno di tre ore avrei potuto raggiungere Miss Olga e partire con lei. Al largo mi investì la luce di un faro, prima un motoscafo, poi un altro, mi accostarono e abbordarono la vecchia barca a vela. Rao m'era sempre sembrato orribile, ma in quella luce violetta il suo naso rotto e gli occhietti porcini erano davvero mostruosi. La ragazza invece, bagnata, pallida e feroce, aveva il volto di un angelo perduto: "Solo uno sciocco come te, Max, poteva salvarmi la pelle. Che t'ha preso? Amore o viltà?".
L'amavo, credo, ma nella pioggia le sputai in faccia".
Lo intesi attraverso il fumo azzurro delle nostre sigarette innamorate e sorrisi di traverso. "L'amavi? davvero l'amavi?" Lo chiesi schiacciando il mozzicone come fosse quel "credo" già assassino di quel misero " l'amavo".
" No, Max, tu amavi te stesso e avevi trascinato quell'amore a naufragare con te sulla barca. Amavi te stesso come del resto noi tutti ci amiamo. E il tradimento è una pistola carica che si inceppa, tutto qui.
Max buttò fuori un'ultima boccata vedova e sorrise a sua volta. "Le donne sono tutte puttane."
" E gli uomini coglioni innamorati." Restammo a fissarci per un attimo, poi Max guardò da un 'altra parte e scoppiò a ridere. " Ti ho detto poi che fine ha fatto Rao? Beh, a lui è andata decisamente in un altro modo, Miss Olga l'ha fatto arrestare dagli italiani. Le son bastate due telefonate per fargli incontrare il suo destino per i prossimi 25 anni." Max sghignazzava di gusto all'idea " Pensa a quell'imbecille che è andato ad un appuntamento con l'interpol, convinto di trovare la povera Olga spaventata e pronta a consegnargli la sua parte."
Amori, donne, denaro e sangue. La figura del quadrato non esiste in natura, l'uomo l'ha creata ad immagine e somiglianza della sua esistenza, della sua logica. Nord sud est ovest. Non si sfugge a questa piccola regola.
In lontananza una figura di donna camminava sul bagnasciuga verso di noi, un cane le correva intorno a spruzzare l'acqua e ad addentare le piccole tartarughe uscite il mattino dal guscio.
"Sai cosa? " decisi di dirglielo così di getto, buttargliela in faccia e godermi la scena. Max girò la testa e si trovò a faccia a faccia con la mia Luger "Cosa.... " fissava la pistola con l 'espressione sorpresa che gli avevo immaginato quella notte sulla barca quando avevo mandato Rao e la ragazza a riprenderlo sul mare.
"Sei proprio un coglione, un povero, vecchio, coglione innamorato. "
Si raddrizzò sulla schiena, tolto di peso dal sogno di quel pomeriggio invaso dal sole, strappato dal sole e trascinato sulla barca nel freddo del tradimento. Sulla spiaggia non c'era nessuno, nessuno avrebbe sentito il colpo. Delitto perfetto. Qui poi non c' eran galli a turbar pensieri.
"Cosa....? Ma...perché....? " Mi fissava in occhi che conosceva da secoli, ogni mio sogno, ogni mio pensiero li aveva toccati, mi aveva visto crescere e soffrir con lui della vita. Eravamo i nostri migliori amici. Ma lui non sapeva di me e di Olga e non sapeva della pistola.
" Un coglione innamorato " e feci fuoco. Un corpo buttato e la sabbia che si colora di rosso, il tramonto e un cane che abbaia. La ragazza che corre.
" Già, un coglione...." Mi abbassai a guardar la vita che fuggiva in una lacrima dal bordo dell'occhio, mi avvicinai a sentir di che alito è l'anima che esala dalla bocca di un moribondo. Lo guardavo che diventava un oggetto. Gli appoggiai le labbra all'orecchio e soffiai via la sabbia che vi era entrata " Ehi Max.... allegro Max, questo era il secondo colpo di una pistola nuova. Dieci anni di dolore sono finiti. La troverai ad aspettarti e sarà per sempre, senza tradimenti ".
Mi sembrò che sorridesse ma forse era solo già la sua faccia da morto. Miss Olga arrivò in tempo a veder l'ultimo movimento.
" E' andato? " IL cane leccava il sangue sulla ferita, migliore amico di ogni uomo, coglione che sia.
" Manca un attimo e và. Sai, non è male morir così al sole, ricco e con la pancia piena. Un coglione fortunato. "
Olga lo guardava con il sole alle spalle. Si teneva sempre in posizione di vantaggio, anche con i moribondi. " E adesso? "
Mi accesi una sigaretta e disarmai il ferro.
" Adesso cosa? "
" Beh, Che ne facciamo? Lo buttiamo in acqua o lo lasciamo qui ? "
La guardai, splendida nel sole, era la mia donna. Solo mia.
" Lasciamolo qui, al sole, ha sofferto molto, lasciamolo qui".
Una piccola tartaruga arrivò alla mano ferma del morto e gli passò sopra. Sorrisi. " Vedi, fa già parte del paesaggio, la tartaruga l'ha capito".
Olga si accucciò e la girò sul dorso. Sarebbe morta così. Il cane sbavava e urlava e faceva di tutto per arrivare addosso al piccolo animale che agitava le zampe nell'aria senza presa. La sabbia perdeva il suo essere e si colorava di rosso.
Rosso sangue.
E nel colore che pretendeva di essere nuovo significato di una cosa, di quella sabbia che perdeva i suoi granelli e l'acqua che conteneva e l'aria e sé stessa divenendo essa stessa nient' altro, niente altro che rossa del color del sangue tutto si perse. L' uomo morto e l'uomo vivo persero differenza affogati nel rosso, il cane e il piccolo animale sul dorso, la sua mano viva e quella della ragazza sepolta da giorni nel mare. Era tutto coinvolto ormai irrimediabilmente in quel color del rosso del sangue.
Sangue rosso.
Il sangue. Ma non era solo il sangue che si riprendeva dignità, valore e del resto il suo posto nella vita e con la sua perdita nella morte, erano il corpo e l'immagine di un'idea e di una sensazione che lo esigevano. Il colore perdeva il significato rubato per tornare a divenire sapore, sensazione, emozione. Qualcosa nella vita di Olga cambiò. Lo vidi da come mi fissava da terra e da come rimise con cura, con amore, la tartaruga a bagnarsi di quella vita rossa del sangue, da come col braccio allontanò il cane.
" Non sono tartarughe, sono testuggini".
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